L' occasione è la Cena dell' Alleanza dei Presidi di Slow Food, organizzata ieri sera dalla responsabile della Condotta di Verona Antonella Bampa, amica di lunga data. Il menù è centrato su alcune prelibatezze che Slow Food ha scelto di presidiare nel Veneto: il Mais Bianco Perla e il Monte Veronese di Malga, ma non mancano altre prelibatezze come il tartufo della Lessinia, il Botiro di Primiero, il Parmigiano Reggiano DOP 36 mesi.
C'è un altro motivo per scriverne: rendere omaggio ad un altro vecchio amico, ritrovato nel particolare posto che gestisce. Sto parlando di Gaetano Zanella che, assieme a Giuseppe Faccioli, ha aperto a Sant'Ambrogio di Valpolicella la Bottega de Corgnan. Una Bottega che sta nei locali della storica Cooperativa di Consumo, fondata nel 1954. Bel posto, una sorta di "covo" di delizie prelibate che si possono acquistare: salumi, formaggi, conserve e bontà artigianali. Dietro al banco di vendita c'è una cucina laboratorio a vista ed è qui che Tano prepara i piatti prelibati del giorno in collaborazione con Beppe.
Ci si è trovati in una bella compagnia di amici, complice un' atmosfera dei tempi andati, quando le rivendite di alimentari nei piccoli borghi di provincia avevan qualche tavolo e si potevano gustare semplici piatti della cucina tradizionale e casalinga. Così è, alla Bottega de Corgnan: piatti di tradizione, proposti con fantasia e con quell'improvvisazione che è una grande dote di Tano, ritornato all' antica passione, la ristorazione.
La cena dei Presidi lo ha ben dimostrato: polenta bianco perla con guazzetto di baccalà alla veneta, fettuccine agli spinaci con botiro di primiero, tartufo della Lessinia e Parmigiano Reggiano 36 mesi, rotolo di spalla d'agnello farcita al Monte Veronese di malga, salame di cioccolato con falso pepe del Perù. Ad accompagnare i piatti, i Valpolicella di Mirko Sella dell' Azienda San Cassiano - Mezzane di Sotto (Vr), vini dalla personalità molto netta. Anzitutto un Valpolicella prodotto con prevalenza di Corvinone, da uve molto mature e parzialmente appassite in pianta mediante il taglio del tralcio. Un Valpolicella particolare, dai toni olfattivi di foglia di geranio, bacche rosse, liquerizia; decisamente fuori dai canoni consueti (è quello che dovrebbe chiamarsi un vino base dell'azienda ed è un 2005). Di buona bevibilità accompagna gradevolmente tutto il pasto. Il Valpolicella Superiore (2006) ben accompagna la carne, pur con gli evidenti i 14,5 gradi alcol. Più convincente in bocca che al naso, mostra ricordi di frutta sottospirito, tabacco, grafite. A fine serata,con il dessert al cioccolato e falso pepe del Perù (una spezia gradevolissima), il Recioto chiude molto bene: un residuo zuccherino non invadente, pulito e con un finale asciutto quasi rinfrescante. Da riassaggiare quanto prima, includendo anche l'Amarone.
Abbiamo trascorso una serata piaceveole, con conoscenze vecchie e nuove, con buon cibo e buon vino.
Ve l'ho raccontata perchè, caso mai foste da quelle parti, la Bottega vale una sosta.