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Lithos - Nuovo marchio di qualità per il Tai Rosso dei Colli Berici

Logo_mhitos_tai_rosso_2 “Dentro i Colli Berici, alle radici del Tai Rosso" questo il titolo dell'evento che si svolgerà lunedì 28 luglio  tra Altavilla Vicentina e Zovencedo (Vi) , segnando la nascita del Marchio "Lithos" voluto da tre storiche aziende della denominazione Colli Berici: Piovene Porto Godi, Dal Maso e Le Pignole. Il nome stesso, derivato dal greco = Pietra, indica la volontà di contrassegnare un Tai (tocai) rosso di struttura e intenso colore, richiamando le componenti minerali legate al terreno su cui cresce il tocai rosso: la pietra di Vicenza, di origine marina- fossile.

Lunedì 28 luglio alle ore 17, presso

la Tenuta La Scaletta

di Altavilla Vicentina, le tre aziende sottoscriveranno un protocollo di intesa con cui fisseranno i canoni produttivi del loro modo di intendere il Tai Rosso: vino più strutturato e complesso, dal colore più intenso rispetto alla versione beverina e dal colore rubino chiaro maggiormente diffusa. Le tre aziende si impegneranno a riportare in etichetta il marchio comune Lithos e ad attuare strategie comuni di promozione e comunicazione su scala nazionale dei loro prodotti. Alla conferenza stampa seguirà la degustazione di Tai Rosso e quindi lo spostamento a Zovencedo, dove Stefano Bertola, ricercatore all’univesità di Ferrara, terrà un seminario sull’origine geologica dei Colli Berici direttamente dentro una cava di Pietra di Vicenza.
La stessa cava alle ore 20.30 ospiterà una cena di gala preparata dai ristoratori de Le Buone Tavole dei Berici per festeggiare la nascita del nuovo gruppo, che oggi rappresenta tre produttori, ma che è già aperto ad accogliere altre aziende che vorranno sottoscrivere lo stesso protocollo.

Screwcap per il Chiaretto (e la Garganega) di Matilde Poggi: verso il futuro

Rodon_2  Bell'incontro, lo scorso 5 luglio, presso l'Azienda Le Fraghe di Matilde Poggi a Cavaion Veronese. Una ventina tra giornalisti, addetti ai lavori e appassionati hanno avuto l'onore di partecipare a "Tappi a confronto: la sfida del Chiaretto". Il  Bardolino Chiaretto era il  Ròdon 2007 (70% di corvina e 30% di rondinella) proveniente dalla stessa vasca, imbottigliato il medesimo giorno di febbraio 2008 e poi tappato per il 50% con il  sughero e per  l'altra metà con  screwcap /tappo a vite ( o Stelvin). Che  quella delle chiusure alternative al sughero sia una sfida già in atto nel mondo del vino lo testimonia una recente pubblicazione di George M.Taber "To cork or not to cork..."  (vedi scheda 1  e scheda 2 ). Non è un caso che per passare dalle parole ai fatti occorra il coraggio di produttori aperti al nuovo e alla sperimentazione che inevitabilmente ne consegue. Matilde Poggi è tra questi e ci ha dunque invitati a un primo momento di confronto. Abbiamo avuto modo di provare che la chiusura a vite mantiene intatte nel suo Bardolino Chiaretto tutte le caratteristiche presenti al momento dell'imbottigliamento: freschezza, sapidità, fragranza dei profumi - caratteristiche di un vino ch'è pronto ed è pienamente godibile. Al contrario, il chiaretto tappato in modo "tradizionale" è  apparso - mi si passi l'espressione - tradizionale  anch'esso nel profilo olfattivo: apparentemente più complesso e speziato, una volta apertosi, in breve s'è bloccato e "seduto". Quello chiuso dallo stelvin, invece,  ha continuato a conquistare anche al gusto, con slancio giovanile di piccoli frutti rossi e una sostenuta sapidità.  Ne abbiamo poi dibattuto, guidati dall' entusiasta Angelo Peretti - che tapperebbe con lo stelvin non soltanto i bianchi o i rosati che han da esprimere prontezza giovanile, ma pure rossi di rilievo che fossero da conservare a lungo - Confesso, qualche dubbio me lo son tenuto: se s'allontana il problema del "sentore di tappo", se gioiscono le sempre più rare querce da sughero, non sarà che dovremo fare i conti con il "sentore di ridotto" e  con l'uso della solforosa?  E la plastica che riveste internamente la capsula non cederà  proprio nulla?  Il giovane enologo Federico Giotto, mentre degustavamo, ci ricordava che ci sono voluti cinquant'anni di disquisizioni prima di affermare la superiorità della chiusura in sughero rispetto al vetro (1820). Dunque il dibattito odierno non deve stupire e l'importante è proseguire nella ricerca e nella sperimentazione. Screwcaps dell'ultima generazione son fornite di membrane traspiranti che favoriscono una micro ossigenazione e ciò, oltre a un affinamento delle pratiche enologiche, potrà salvaguardare  il profilo evolutivo dei vini nel tempo ( nel Chiaretto - come notava Angelo Peretti - l'evoluzione in note erbacee/speziate).

Una piccola sperimentazione me la sono permessa anch'io. Alla degustazione del Chiaretto Ròdon ho fatto seguire, qualche sera dopo, una degustazione della Garganega Camporengo 2007 , chiusa anch'essa rispettivamente, con sughero e tappo a vite.

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Ca' Rugate e i 300 anni di storia del Vino Santo di Brognoligo

Vin_santo_2  Sono affezionata a Brognoligo e ai suoi vini, primo tra tutti il Vin Santo, di cui ho avuto occasione di scrivere e per il quale ho auspicato un consolidamento della tradizione e una rinascita analoga a quanto è avvenuto per altri "vini torchiati". Si può ben dire che il primo passo sia avvenuto alcuni giorni orsono, tramite la presentazione in anteprima, a cura di Michele Tessari dell' Azienda Ca' Rugate,   del Passito Veneto IGT "Corte Durlo"  millesimo 2001, avvenuta nel "cuore" della comunità di Brognoligo: l'asilo infantile che sorge sui resti dell'antica Parrocchiale del '300 dedicata a S. Stefano. "Non possiamo chiamarlo ancora Vin Santo di Brognoligo, ma l'obiettivo è raggiungere la denominazione per un vino che affonda le radici nella storia e nella tradizione". Questo è il messaggio comunicato da Michele Tessari al ristretto gruppo di appassionati e giornalisti che ha potuto assaggiare il "Corte Durlo" 2001, accompagnandolo con  gli altri due vini passiti prodotti dall' Azienda: il Recioto della Valpolicella DOC "L'eremita" e il Recioto di Soave DOCG " La perlara". Poco prima,  il Prof. Massimiliano Bertolazzi, appassionato conoscitore di luoghi, storia e tradizioni locali, aveva presentato il suo volume "Il Vino Santo nella Valle dell' Alpone" che ne ripercorre la storia: si  nomina un "vino torchiato"  già nel 1612 e successivamente, in un atto notarile del 1795, si parla esplicitamente di "due brenti Vino Santo di tre o quattro anni di buona ed ottima qualità", come parte  integrante del pagamento per l'affitto di  alcuni beni situati in Brognoligo.

Corte_durlo_2  Vengono poi descritte le fasi della produzione, tramandate secondo le tradizioni familiari ( dalla pigiatura/torchiatura all'imbottigliamento,  tutte dovrebbero avvenire con "luna dura" cioè piena,  la pigiatura nel periodo a partire da Natale fino a marzo ). Pare che la tradizione più rispettosa indichi, per la verità, che la torchiatura si debba compiere nella Settimana Santa, e cioè molto tardi rispetto alla raccolta dell'uva, messa ad appassire rigorosamente sui "picai". Sono però particolari di una tradizione che vuole anche qualche differenza, da una famiglia all'altra.

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Gianfranco Elampini: dalla vigna all'ospite, alla Locanda '800

  Locanda_800_3Cogliendo l'inaspettato e gradito invito dei cari amici Lizzy (Elisabetta Tosi di Vino Pigro) e Giampiero Nadali alias Aristide, ci siamo ritrovati,in una serata di fine maggio, alla Locanda '800 in quel di Moron, presso Negrar (Verona).  AmicidiVini nel vero senso del termine: oltre ai due organizzatori della serata, Patricia Guy, MIchael Benson, Clementina PaleseMarco Ballini, autorevoli firme che di vino scrivono...

Ci accoglie il proprietario, Gianfranco Elampini, noto a molti per aver condotto la Pizzeria Le Vigne, lì in zona.  Dallo scorso settembre ha aperto questa struttura che offre ristorazione e pernottamento.

Luogo davvero delizioso, la Locanda'800: un fresco e riposante giardino circonda lo spazio per il servizio all'aperto; all' interno una saletta e una cantina ampia, confortevole e fornitissima, dove è proprio un piacere stare in compagnia a gustare buon cibo e buon vino. Già... il vino.

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Matilde Poggi: la terra, il tempo, il Bardolino

Fraghe_2 Inizia da Cavaion la prima pagina di AmiciDi VIni. Oltrepassando il cancello dell'Azienda Le Fraghe, dove ci accoglie Matilde Poggi. La giornata è di quelle che chiaman pioggia - come assai spesso ultimamente - Non sono sola. Chè il vino è compagnia, dialogo e brindisi.  Matilde ci accoglie in azienda, malgrado le urgenze dei lavori in vigna ( queste piogge che si susseguono richiedono il riparo fitosanitario e... mannaggia non parte il trattore!).

Amici_di_vini  Qui a fianco, l'allegra brigata con la quale abbiamo condiviso la degustazione di  pressochè tutti i vini prodotti in azienda:

Il Chiaretto Ròdon 2007, il Bardolino le Fraghe 2007,la Garganega Camporengo 2007 e IL Cabernet Le Quaiare 2001.

Matilde racconta delle origini Liguri e della scelta familiare di acquistare terra e vigneti a Cavaion, dopo aver venduto le campagne della zona di Arcole, dove si coltivava il gelso per il baco da seta.  Era il 1881. Quel che colpisce in MAtilde è innanzitutto la schiettezza: poche parole e dritte, nessuna concessione a immagini costruite o di maniera. Parliamo insieme di questi vini che definirei "asciutti" come la stessa corporatura di Matilde. Lei ci conferma, -Non amo residui zuccherini nei vini - E quindi è la freschezza  accompagnata da accentuata sapidità che lei vuoile esaltare, aiutata in ciò dal terreno della Conca di Cavaion - una delle zone elettive individuate dal lavoro di Zonazione del Bardolino. Del Chiaretto non si può che confermare quanto già scritto: fragole e marasca, 12%  di leggerezza per un'estate che (si spera) verrà.

Il Bardolino merita che se ne parli prossimamente più a lungo in Messaggi in bottiglia, impegni permettendo. Fresco, elegante, vino della riconciliazione (col BArdolino) per me...

Sorprendente anche la Garganega, così salata e diversa dalla nostra del Soave: asciutta al naso, offre la sorpresa del fiore di sambuco e di una spaziosa mineralità in bocca. Ecco per ultimo il Cabernet  che è blend di C. Sauvignon (70% ) e C.Franc (30%) : macerazione in tronco conico da 25 q, poi barrique per due anni. Vino equilibrato, sobrio ed elegante. 13% di assoluta e appagante bevibilità.   

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Mare e Vitovska - Castello di Duino (Trieste)

Duino_2 Riceviamo e volentieri pubblichiamo un particolare e gradito invito.

Il Consorzio per la tutela della Denominazione di Origine Controllata dei Vini “Carso”, in collaborazione con la Provincia di Trieste, il Comune di Duino Aurisina, l’Unicredit Banca e la Regione  Friuli Venezia Giulia, organizza nella superba cornice del Castello di Duino (TS) la seconda edizione di “Mare e Vitovska”. L’iniziativa è dedicata alla Vitovska, antico vino triestino dalle suggestive sfumature di vento e pietra, un vitigno autoctono di questa particolare area mediterranea, autentica porta dei Balcani, torre di guardia e base di partenza per  intriganti itinerari verso il centro e l’est dell’Europa.  Il programma della manifestazione, organizzata nella giornata di venerdì 6 giugno con inizio alle ore 16.00, è ricco e articolato: la Vitovska sarà protagonista di un convegno e di una successiva degustazione coniugata con piatti a base di pesce. Aurora Endrici, Donna del Vino Friuli Venezia Giulia e docente di analisi sensoriale e enologia, sarà la conduttrice e moderatrice di un interessante approfondimento sulle caratteristiche di questo vino autoctono. Accanto a lei Stefano Cosma, autore del recentissimo “Il Carso e la Vitovska” e Mario Busso , giornalista, editore e curatore della guida “Vini buoni d’Italia” per Touring Club Editore, tracceranno una serie di percorsi dove storia, cultura e eno gastronomia consentiranno di penetrare più a fondo nell’anima di un comprensorio carsico che continua a incuriosire con le sue offerte genuine e le sue stuzzicanti peculiarità. Dalle ore 18.00, la degustazione aperta al pubblico con ticket d’ingresso nella preziosa ambientazione della nobile dimora dei Thurn und Taxis vedrà impegnati Venti produttori di Vitovska (di cui tre sloveni) e tredici ristoratori, in collaborazione con i consorzi Moisir, Tergeste d.o.p. e Apicoltori della provincia di Trieste. Un connubio all’insegna dell’eccellenza e della classe che regalerà indimenticabili sensazioni a chi ama carpire i segreti della terra da chi sapientemente la cura e la tutela attraverso colture ragionevoli e rispettose.

Informazioni sul convegno e sulla degustazione guidata:  info@vinidoccarso.it

Invito:    Download vitovska.PDF

Foto: Aege Trieste

Vino in Villa 2008 - Rain and wine (La Tempesta di Giorgione)

Vino_in_villa_2008_3 Cielo plumbeo e pioggia a catinelle a Vino in VIlla quest'anno, ma hanno avuto la meglio sull' acqua i bei momenti culturali e di degustazione al Castello di San Salvatore di Susegana (Treviso).

Una DOC, quella del Prosecco di Conegliano - Valdobbiadene , che nel 2007 ha battuto i record di produzione e vendita (57 milioni e 300 mila bottiglie distribuiti in 50 paesi).  L'interesse degli organizzatori  è stato rivolto però al tema della tutela ambientale e del paesaggio, come elemento di valorizzazione della qualità della demominazione, più che ai numeri.  Davvero interessanti le prospettive di confronto e di dibattito.

Esperienze di valorizzazione del paesaggio viticolo e della biodiversità sono state descritte da Stephanie Oules - (Progetto di riconoscimento UNESCO per la Val de Loire. )

Tempesta Sorprendente il viaggio nella pittura veneta proposto da Amerigo Restucci (IUAV di Venezia), dove le tele di Giovanni Bellini, Cima da Conegliano e Giorgione hanno mostrato che il paesaggio agrario veneto si è sostanzialmente conservato integro fino ad oggi, grazie al lavoro di custodia del contadino e del viticoltore. La Tempesta di Giorgione la si poteva quasi toccare con mano, quando dalle nubi nere è sceso un rumoroso...diluvio!

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Cantine Aperte: occasioni da non perdere

Logo_cantineaperte_2  Domenica 25 maggio ritorna l'annuale appuntamento con "Cantine Aperte",  evento organizzato dal Movimento Turismo del Vino. Sta cambiando il profilo dell' enoturista, pare, come è emerso in un recente Simposio del Movimento stesso, in Toscana ( vedere qui e qui). Non importa a quale tribù di enoturisti apparteniate... Approfittate dell' occasione di Cantine Aperte: nella "coriandolizzazione dell'offerta" è un momento riconoscibile e molto accessibile. Sarebbe interessante poter avere i dati  storici quantitativi e qualitativi delle presenze a una manifestazione che ormai ha superato il quindicennio di vita.

E' un appuntamento che attrae soprattutto enoturisti della stessa provincia e/o della stessa regione? Ci sono significative presenze di visitatori provenienti da altre regioni?

C'è da dire che il Veneto s'è dato da fare:  ci sono in programma ben 92 eventi .   In provincia di Verona non mancano. Un particolare plauso a quei  coriandoli (pardon, produttori) del Soave che aprono le loro cantine. Si può dire che fino all'altro ieri ve n'era una sola...

Quest' anno il Movimento Turismo del Vino  ha avuto anche la simpatica idea di un mini-concorso di poesia traminte SMS,  concorso ovviamente riservato agli enoturisti!  Prosit!

I Soave dei Basalti: il frutto della tenacia

                                                                 RoncaNell' ambito dell' annuale Sagra del Soave e del Durello, a Roncà (Verona), mercoledì 14 maggio abbiamo avuto l'occasione di compiere un interessante viaggio degustativo tra i  "Soave della Costa dei Basalti", condotto dall' effervescente amico Bernardo Pasquali, (Guida Vini Buoni d'Italia e Acino Parlante). Si dicon Soave dei Basalti quelli che si producono nella parte alta della Vadalpone, dove la Zona classica abbandona l'abitato di Monteforte e la zona del Soave DOC si spinge a Roncà, verso le estreme propaggini della Lessinia.  Zona affascinante e poco conosciuta: qui sorge Bolca, con i suoi splendidi fossili, conosciuti in ogni parte del mondo dagli studiosi ed  dagli appassionati; 40 milioni di anni fa qui abitavano pesci e vegetazione tropicale, in una sorta di atollo su cui sorgeva un vulcano: l' odierno Monte Calvarina. Da questa lontana origine derivano suoli con una componente vulcanica di fondo, su cui si innestano, però,vene eterogenee (dai basalti neri, alle argille, a sassi ferrici superficiali). 

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Il vino Soave.... 4×4!

Soave4_2  L' apertura della manifestazione "Tutti i colori del bianco",che è in corso a Monteforte d'Alpone, è stata segnata da una interessante degustazione per la quale il vulcanico direttore del Consorzio Aldo Lorenzoni ha inventato un curiosissimo titolo : "Soave 4× 4 - Il Soave a trazione integrale". Quanto pregnante ed adeguato fosse questo titolo, l' abbiamo scoperto nel corso della bella degustazione, guidata  da Massimo Zanichelli (curatore di  Vini d'Italia - Espresso) e da Nicola Frasson (curatore di Vini d'Italia Slow Food - Gambero Rosso).

I 4×4 erano, per farla abbastanza breve, 4 annate di uno stesso vino moltiplicate per 4 produttori. La degustazione  di questi 16 vini ha rappresentato l' anticipazione dal vivo  di quanto sarà racchiuso in una prossima pubblicazione curata dal Consorzio, dedicata alle vigne, ai cru del territorio del Soave.

Attenzione, però: il   4×4  non è un concetto puramente numerico ma implica una sorta di "filosofia del motore" del sistema Soave, a cui il Consorzio e i produttori stanno lavorando: dimostrare come il Soave, nel legame con il territorio e i suoi vigneti più vocati,  possa esprimere vini a trazione integrale: espressivi, nitidi, profondi, dotati di spiccata personalità.

Ci siamo dunque trovati di fronte ai vini di quattro aziende (Inama, Suavia, Portinari e Gini),  prodotti in vigneti orientati ad Est ( guardavano tutti verso Monteforte, diciamo, ma nel giusto, visto che a Monteforte ci troviamo...con i 100 Bianchi e più!).

Vigneti e annate, dunque, che ci hanno regalato parecchie emozioni, in un viaggio nello spazio e nel tempo; eccoli:

Vigneti di Foscarino Soave Doc Classico - INAMA  Annate: 2006- 2005 - 2004- 2003

Le RIve Soave Doc CLassico - SUAVIA - Annate: 2005 - 2003 - 2002 - 2000

Albare Soave Doc - PORTINARI - Annate: 2000- 1999 - 1998 - 1997

Contrada Salvarenza Soave Doc Classico GINI  - Annate: 2005 - 2002 - 1999 - 1993

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