E' già da qualche anno che ci penso: come divertirmi un po' nella stagione guidaiola in cui a destra e a manca squillano le trombe di grappoli, corone e bicchieri che incoronano i migliori vini del territorio nazionale? Come proporre qualcosa che non sia il solito elenco telefonico da far sorbire al pubblico? Un mini - servizio pubblico di confronto!
Il mio divertimento è qui: Download GUIDE.doc
Potete confrontare i dati che emergono dalle principali Guide ( ultimi due anni) per quanto riguarda la zona del Soave. Ci vedrete riconferme (in azzurro) , nuove entrate (in giallo), qualche apparente bocciatura - Apparente - poichè spesso un vino/un'azienda non riconfermati in una guida ricompaiono in un' altra.
Brevemente dirò ciò che penso in tema di guide del vino, al termine del divertissement:
Ne compro una sola e in genere diversa da quella dell'anno precedente. Una seconda mi arriva di default con una quota di iscrizione. La sfoglio, ma la trovo poco dotata di fantasia, ripetitiva nel premiare molti nomi eccellenti, poco rivolta al nuovo.
Mi interessano poco le polemiche e gli "spargimenti di sangue" a cui accennano autorevoli commentatori, ricordando che ogni anno fiorisce la solita polemica sulle guide, sui risultati, sui metodi di degustazione. Ritengo sia impossibile pensare alle guide e alle loro valutazioni come frutto di metodi oggettivi: lo saranno sempre meno e diventeranno sempre più espressione di chi le scrive.
Conseguentemente:
La guida del vino, qualunque sia, resta per me un'occasione di divertimento/ riflessione e va presa per quel che è: un suggerimento più o meno autorevole. Prendo con le pinze, comunque, i suggerimenti di quelle guide che di anno in anno ripremiano gli stessi produttori e gli stessi vini. (Ce n'è una che premia da anni un rosso del Veneto, penso ornai da un decennio, quasi). Possibile che quel vino sia stato così eccellente per un decennio, o che quel produttore non abbia prodotto alcun altro vino così buono da renderlo premiabile?
Una domanda che sorge spontanea è: perchè le guide, se vogliono essere almeno "politically correct", non elencano prima dei premi asseegnati le aziende che hanno spedito i campioni? Sarebbe ciò così mostruosamente impopolare tra i produttori? Forse, ma l'informazione sarebbe senz'altro più completa e trasparente.
Detto questo, un plauso alle aziende del Soave che hanno ricevuto riconoscimenti. Buona crescita generale, direi. Il riconoscimento più importante, quello del consumatore finale, dovrebbe essere anche quello più ambìto.
Un plauso particolare pure a quelle guide che hanno premiato volti nuovi e in particolare a quella che ha accennato all' emozione che i vini premiati suscitano, benchè sia un parametro difficilmente misurabile.
Dite la vostra, e, tra un bicchiere e l'altro, date un' occhiata a questa mia lettura consigliata.
Immagine: Fortunato Depero, "Riti e splendori d’osteria", 1944, olio su tavola,
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