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Soavemente a... Teatro!

Soavementeteatro_4  Perbacco, non ho registrato il marchio! Scherzi a parte, è davvero con piacere che registro il prestito di "Soavemente" - alla rassegna di Teatro che si sta svolgendo presso la Cantina di Soave. Cultura e vino, un modo di essere che si allarga da questo blog al territorio.

Ne sono felice... perBacco!

L'appello di Porthos in difesa della tipicità (identità) del vino italiano e la decrescita felice

Porthos30 MI piace pensare che la notizia resa pubblica quest' oggi e cioè che il MIPAAF (MInistro Luca Zaia) ha posto in commissariamento il Consorzio del Brunello di Montalcino, abbia qualcosa a che fare con l'appello lanciato da Porthos, in difesa della tipicità del Vino italiano. Era già nell'aria, senz'altro, e ci saremmo stupiti se si fosse voluto far passare come acqua fresca quella che è una frode al consumatore. E dunque, bene. Altro che allargamento del disciplinare!

L'appello di Porthos mi trova del tutto d'accordo nelle linee generali. L'incredibile ricchezza di varietà ampelografiche e di vini che ne derivano è un bene italiano da difendere. Ci sono  già delle regole in difesa della tipicità (e aggiungo dell'onestà) del vino italiano. Che si applichino e che chi  ha sbagliato/frodato paghi.

MI auguro che l'appello ( che potete leggere e firmare qui) non rimanga soltanto un bel "cartello" di intenti, ma che sia occasione per aprire un dibattito vero. DIfendere la tipicità, cosa vuol dire? CI sono le DOC e le DOCG, regole insomma, che servono  o no a dare una garanzia di qualità? Come non ricordare allora che per molti vignaioli, nemmeno  queste regole servono a garanzia di un' identità e un' espressione di qualità, per cui escono dalle regole e si fanno il loro vino? Che dire poi del termine "omologazione" contrapposto a termini come "unicità" (dell' autoctono rispetto all' 'internazionale/alloctono)?

Vi segnalo quindi alcuni approfondimenti: Aristide ha firmato e dichiarato inconciliabili il vino "di volume" e quello "di terroir"( parrebbe implicitamente generati, l'uno da una tecnologia che supporta il vino come "industria", l'altro da una visione più etica e artigianale della produzione - mi correggerà lui se sbaglio).

Un altro approfondimento lo fornisce un giovane laureato in enologia, Giorgio de Cles, attraverso una serie di osservazioni che invito a leggere, per farsi un'idea di quanto profonde siano le questioni sollevate dall' appello e  senz' altro di alcune di esse non si parla spesso.

(qui il Download contributo.doc ).

Ho firmato anch'io l'appello porthosiano, con l'augurio che si possa davvero cominciare a dibattere delle numerose questioni che solleva e che lo si faccia  in modo serio e sereno, senza  arroccamenti, steccati ideologici o peggio, politici. E' del vino, del vino italiano che si parla.

Concludo con una personale riflessione che va ancora oltre: prezzo del petrolio alle stelle, stagflazione, ma forse recessione delle economie mondiali, calo dei consumi e del potere d'acquisto dei salari - in Italia e non solo... Signori miei, forse dovremmo chiederci quale / quali modelli di sviluppo economico e produttivo vogliamo ( o saremo in grado di) favorire, e non soltanto nella produzione del vino, che non è più puro alimento, nè bene di consumo primario, ormai.

Consiglio perciò agli affezionati questo libretto: Serge Latouche "Breve trattato sulla decrescita serena" Bollati Boringhieri € 9 . Davvero interessante: cominciano a parlarne non soltanto pochi "sognatori ecologisti", ma anche analisti economici e politici. Intanto, comunque la pensiate, sostenete l'appello, proprio come occasione di "sviluppo del pensiero critico", senza preclusioni di sorta.

Su Vnography c'è anche Soavemente !

Taccuino_2  Ringrazio Franco Ziliani per aver segnalato l'ottimo lavoro compiuto da Adler Yarrow autore di Vinography (wine and food adventures in San Francisco and around the world). Con un paziente lavoro di ricerca ha pubblicato una lista vastissima dei wine blog da tutto il mondo. Nella lista dei blog italiani c'è anche Soavemente! Quale onore! Grazie di cuore ad Adler dalle terre del Soave.

Una rotaia per il vino

Act_2  In Italia si continua a discutere sul come passare dal trasporto  su gomma a rotaia per merci e persone.

Il Regno Unito, invece di discutere,  fa qualcosa  La merce che viene trasportata su rotaia è il vino (australiano in gran parte, però!). Un' iniziativa ecologica, non c'è che dire!

In Italia, l'unico "treno del vino" è questo .

Immagine: ACT Reggio Emilia

Alcol e guida: prevenzione, prevenzione, prevenzione!

Drinkordrive_05_f2_5 Qualche tempo fa, in questo post,  avevo espresso il mio pensiero sulle nuove norme emanate dal Governo in tema di alcol e guida,  raccontando una mia triste esperienza  e auspicando iniziative volte alla prevenzione e all' educazione,  anche con l'aiuto degli "operatori del vino". Ora il caro  Giampiero Nadali di Aristide ha rilanciato il tema: "Alcol Check: prevenire prevnire, prevenire!.

Aristide propone  che durante le  importanti manifestazioni dedicate al vino che si approssimano: Salone del Vino, International Wine Festival di Merano, Vinitaly gli organizzatori collaborino  a un progetto educativo e preventivo. Alcol Check all' uscita  non per " beccare chi sfora il limite", ma per favorire il senso di responsabilità e la CONOSCENZA DEL PROPRIO LIMITE DI ASSUNZIONE (aggiungo io).

RIlancio perciò la proposta di Aristide, chiedendo ai miei lettori di riflettevi. A breve i blogger aderenti ( che ci auguriamo siano molti ) metteranno un banner per la diffusione dell' appello e la sottoscrizione.

Intanto, qui, i miei lettori più affezionati possono già sottoscrivere. Grazie.


M.Grazia


Guide del Vino: giochiamo un po'

Untitled E' già da qualche anno che ci penso: come divertirmi un po' nella stagione guidaiola in cui a destra e a manca squillano le trombe di grappoli, corone e bicchieri che incoronano i migliori vini del territorio nazionale? Come proporre qualcosa che non sia il solito elenco telefonico da far sorbire al pubblico? Un mini - servizio pubblico di confronto!

Il mio divertimento è qui: Download GUIDE.doc

Potete confrontare i dati che emergono dalle principali Guide ( ultimi due anni) per quanto riguarda la zona del Soave. Ci vedrete riconferme (in azzurro) , nuove entrate (in giallo), qualche apparente bocciatura - Apparente - poichè spesso un vino/un'azienda non riconfermati in una guida ricompaiono in un' altra.

Brevemente dirò ciò che penso in tema di guide del vino, al termine del divertissement:

Ne compro una sola e in genere diversa da quella dell'anno precedente. Una seconda mi arriva di default con una quota di iscrizione. La sfoglio, ma la trovo poco dotata di fantasia, ripetitiva nel premiare molti nomi eccellenti, poco rivolta al nuovo.

Mi interessano poco le polemiche e gli "spargimenti di sangue" a cui accennano autorevoli commentatori, ricordando che ogni anno fiorisce la solita polemica sulle guide, sui risultati, sui metodi di degustazione. Ritengo sia impossibile pensare alle guide e alle loro valutazioni come frutto di metodi oggettivi: lo saranno sempre meno e diventeranno sempre più espressione di chi le scrive.

Conseguentemente:

La guida del vino, qualunque sia, resta per me un'occasione di divertimento/ riflessione e  va presa per quel che è: un suggerimento più o meno autorevole. Prendo con le pinze, comunque, i suggerimenti di quelle guide che di anno in anno ripremiano gli stessi produttori e gli stessi vini. (Ce n'è una che premia da anni un rosso del Veneto, penso ornai da un decennio, quasi). Possibile che quel vino sia stato così eccellente per un decennio, o che quel produttore non abbia prodotto alcun altro vino così buono da renderlo premiabile?

Una domanda che sorge spontanea è: perchè le guide, se vogliono essere almeno "politically correct", non elencano prima dei premi asseegnati le aziende che hanno spedito i campioni?  Sarebbe ciò così mostruosamente impopolare tra i produttori? Forse, ma l'informazione  sarebbe senz'altro più completa e trasparente. 

Detto questo, un plauso alle aziende del Soave che hanno ricevuto riconoscimenti. Buona crescita generale, direi.  Il riconoscimento più importante,  quello del consumatore finale, dovrebbe essere anche quello più ambìto.

Un plauso particolare pure a quelle guide  che hanno premiato volti nuovi e in particolare a quella che ha accennato all' emozione che i vini premiati suscitano, benchè sia un parametro difficilmente misurabile.

Dite la vostra, e, tra un bicchiere e l'altro, date un' occhiata a questa mia lettura consigliata.

Immagine: Fortunato Depero, "Riti e splendori d’osteria", 1944,  olio su tavola,

Modernità e tradizione

Portaverona_4 Brevi flash presi dagli ultimi eventi nella denominazione:

Appesi alla sommità di Porta Verona i bei grappoli di Garganega se ne stanno ad appassire come in un fruttaio. Bella idea del Sig. Zampieri e degli Amici del Soave per la Festa dell' Uva!

 

Ed ai lati si ammirano le "derle" com' erano un tempo, con i cesti di "fassine" (o "strope"?).

Derla_soave_2

Uve di oggi: le migliori, sane e risparmiate dalla grandine.

Miglioriuve_4 

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Adieu, Maestro...

Zucchero_pavarotti_bono_2

Mentre Ve ne andate, silemte, risuona la Tosca e quella frase tanto Vostra:

"E non ho ho amato mai tanto la vita!"

Adieu, Maestro...

Qui l'ascolto/video  di: "E lucevan le stelle" - Royal Albert di Londra 1982:

http://it.youtube.com/watch?v=boBaYL8ZnrM

Foto: Pavarotti, Bono, Zucchero  in un' edizione di Pavarotti and Friends

Valpolicella, where are you going?

Hcorvina Leggendo qui che in data 7 agosto il Consorzio di Tutela dei Vini Valpolicella ha presentato in Regione una richiesta di riduzione a non oltre 7,2 tonnellate per ettaro della resa per la produzione di Amarone e Recioto della Valpolicella, e leggendo poi sull Corriere di Verona odierno:

"Vendemmia, le uve migliori all' Amarone - Così Verona sta uccidendo il Valpolicella", comincio a preoccuparmi. Che succede in Valpolicella? Qualche tempo fa ci giunsero notizie di burrasca lungo il ciglio della Strada del Vino omonimo, oggi ascoltiamo dichiarazioni preoccupate di autorevoli produttori che affermano: "Abbiamo un vino alle stelle e uno nelle stalle", "Si pensa soltanto all' Amarone, a scapito del padre nobile".

Gentili amici  della DOC  Valpolicella, ( stavo per scrivere, DOCG AMARONE, ma ormai quella pare proprio una bella favola!)  la domanda sorge spontanea: Dove state andando? Dove volete andare? Non certo, mi auguro verso una "guerra di ROSSO contro ROSSO", come oggi  sottotitola il Corriere locale. E' indubbio che ci sia stato un incremento "stellare" della produzione di Amarone (da 45.00 ettolitri del 2001 agli oltre 94.000 del 2006 ) e che ciò abbia comportato l' aumento più che doppio delle uve da appassire per l'Amarone, il cui trend sale in modo esponenziale sul mercato ( 8 milioni di bottiglie, oggi), seguito immediatamente dal Ripasso.

"Dobbiamo assicurare continuità a un trend positivo per tutti" afferma Nadia Zenato.

Potrei anche essere d'accordo, come consumatore: diversificare e  magari incrementare la produzione di Valpolicella, non puntare soltanto all'Amarone.

Ottimo. Ma ciò dovrebbe essere accompagnato da obiettivi chiari e condivisi.

Qualcosa di chiaro e condiviso, mi auguro che ci sia, in merito a qualità delle uve, rese, scelte produttive. Si parla di istituire "albi di vigneto" per le due tipologie. Una cosa mi è chiara, dovunque i produttori di Valpolicella scelgano di andare, le scelte  saranno difficili. Il mercato ha premiato l' Amarone, la sua qualità ed ha prodotto una tale ricchezza e una sorta di "bolla" (speculativa?) che non sarà facile ridimensionare. Auguri.

Immagine: Grappolo di corvina veronese - (da www.valpolicella.it)

Non di solo vino….

Vinaigrette ma anche di (buon) cibo, …..vivon l'uomo e la donna….

Ebbene sì, è giunta l’ora di dare ufficialità alla mia nomina  a componente del San Lorenzo Social Club, sortito dalla poliedrica mente e dal generoso cuore di Antonio Tombolini. Grazie Antonio, per l’onore ricevuto, e cioè essere parte di una giuria ristretta che degusterà vari prodotti di (eno) gastronomia e formerà con un lavoro corale il Panel San Lorenzo 2007.

La simpaticissima Sara d’Angleterre ci introduce da oggi all’ assaggio dei sughi pronti. Provvidenziali , direi: me li porto sul  mare, in Croazia, dove la pasta al sugo non è propriamente piatto di territorio. Ci  metterò di contorno qualche buon bicchiere di laggiù. Nel frigobar da viaggio c’è comunque qualche Soave di scorta – come il ruotino d’emergenza !!!! Buona estate!

Foto: San Lorenzo - Ricetta  esitva di Sara (PIperita) d'' Angleterre

La mia foto
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