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Il vino incontra l'arte: Opere di Pablo Picasso a Soave

Vino_arte_2 Un soave incontro diVino è il sottotitolo della mostra che si apre il 6 giugno prossimo presso il Palazzo del Capitano di Soave (sede municipale). SI potranno ammirare opere di  uno dei più grandi geni della pittura del '900: Pablo Picasso. Esse appartengono alla collezione privata di Luis Miguel Dominguìn, acclamatissimo torero spagnolo, e Lucia Bosè, moglie di quest'ultimo e tra le attrici più amate del cinema italiano degli anni Cinquanta. Si tratta quindi di una esposizione di personali ricordi che esprimono un'amicizia tra artisti (durata dal 1958 fino alla morte del pittore nel 1973) e in cui emerge  il tema della Tauromaquia, molto caro a Picasso, che scrisse: "Quella sì che è arte, non la mia", riferendosi alle gesta di Dominguin nelle arene di Spagna.

Quinn_picasso_19 L'enorme fascino dell' artista per la figura del toro e del torero si evidenzia anche nel fatto che la Tauromachia è il tema con cui si apre (con il quadro "Pequenio picador amarillo" del 1890) e si chiude ( con autoritratti -toreri di Avignone del 1972) la sua opera pittorica.

Arte - Amicizia, e... Vino Soave a suggellare questo binomio. L'arte come veicolo di convivialità e invito all' esplorazione del territorio per scoprirne le eccellenze.

Due  le sedi della Mostra: a Soave fino al 10 luglio e, dall' 11 luglio al 3 agosto,  presso il Palazzo Vescovile di Monteforte d'Alpone.

Foto: Edward Quinn (Dublin 1920-1997 Altendorf, CH) "Picasso als Torero"

Il Soave: 40 anni di DOC

Soave Correva l'anno 1968 e anche  tra i vigneti di Soave arrivava la rivoluzione! Nasceva la DOC SOAVE, secondo le norme contenute nel D.P.R. 930/63.     E' trascorso un quarantennio: fatiche, progetti, scommesse e  ottimi risultati , ottenuti grazie al lavoro prezioso di vignaioli, produttori, realtà cooperative.  Tante persone - tecnici e operatori del settore, sostenitori, appassionati, amici - hanno creduto in questa nostra terra soavese e nel nostro vino bianco.  Un grazie  sincero a tutti coloro che hanno fatto la storia di questa Denominazione, conducendola ai traguardi di oggi e spingendola sempre un passo più in là, oltre i risultati raggiunti.  Alcuni ci hanno lasciato, come il compianto Presidente Avv. Martinelli e recentemente la cara Nenè Lovat, anima dell' Imperial Castellania. Ricordiamo perciò tutti i protagonisti, grandi e piccoli, festeggiando con serenità, fiducia e voglia di fare ancora tanta strada! 

"1968 -2008 - Il Soave: 40 anni di DOC" sarà dunque il filo conduttore della giornata che si svolgerà  sabato 14 giugno 2008 a Borgo Rocca Sveva:  al mattino  l'importante Convegno Internazionale "Vino bianco e salute", sugli effetti benefici del vino bianco sulla salute dell' uomo e nel pomeriggio la presentazione del nuovo libro  che illustra il progetto: "Il Soave oltre la Zonazione - Dalla ricerca ai Cru.

Vedi il programma della giornata:Download programma.pdf .

La scommessa vincente continua e si fonda sulla capacità di sinergia, di equilibrare la tradizione con l'innovazione, di comunicare efficacemente un territorio che è fatto di buon vino, buon mangiare, percorsi culturali e naturalistici. Dietro a tutto ciò ci sono persone generose, capaci e motivate: ecco il segreto!

Auguri, DOC Soave - Soave DOC !

 

Quando le strade (del vino e non solo) fanno scuola

Strade_2  "Sulle strade per assaporare il mondo - Laboratorio itinerante, scuola e territorio, sul turismo enogastonomico" così è presentato l'evento che avrà luogo a Soave il prossimo 31 marzo.

La locale sezione dell' Istituto Professionale Alberghiero di Stato "Berti" vuole proporre  l'idea delle strade e del camminare come mezzo per incontrare "natura, cultura, gente, tradizioni, prodotti".

Si tratta di una proposta decisamente innovativa nella forma, nei contenuti e nel metodo: fonde la vocazione del territorio con la didattica attiva, per allenare "sul campo " i giovani studenti che aspirano a professioni qualificate del settore enogastronomico e turistico.

Il fatto che tra i partner dell' iniziativa ci sia la Strada del Soave, accompagnata dalle strade... sorelle di territorio (Lessini Durello ed Arcole) ci fa proprio esclamare che le strade che veramente funzionano ... fanno scuola e nel migliore dei modi!

Un plauso a questa bella novità e una  personale sottoscrizione per le tappe uno e due... del  particolare convegno itinerante del quale potete scaricare il programma qui: Download pieghevole.pdf

I Soave dei Basalti: il frutto della tenacia

                                                                 RoncaNell' ambito dell' annuale Sagra del Soave e del Durello, a Roncà (Verona), mercoledì 14 maggio abbiamo avuto l'occasione di compiere un interessante viaggio degustativo tra i  "Soave della Costa dei Basalti", condotto dall' effervescente amico Bernardo Pasquali, (Guida Vini Buoni d'Italia e Acino Parlante). Si dicon Soave dei Basalti quelli che si producono nella parte alta della Vadalpone, dove la Zona classica abbandona l'abitato di Monteforte e la zona del Soave DOC si spinge a Roncà, verso le estreme propaggini della Lessinia.  Zona affascinante e poco conosciuta: qui sorge Bolca, con i suoi splendidi fossili, conosciuti in ogni parte del mondo dagli studiosi ed  dagli appassionati; 40 milioni di anni fa qui abitavano pesci e vegetazione tropicale, in una sorta di atollo su cui sorgeva un vulcano: l' odierno Monte Calvarina. Da questa lontana origine derivano suoli con una componente vulcanica di fondo, su cui si innestano, però,vene eterogenee (dai basalti neri, alle argille, a sassi ferrici superficiali). 

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Il vino Soave.... 4×4!

Soave4_2  L' apertura della manifestazione "Tutti i colori del bianco",che è in corso a Monteforte d'Alpone, è stata segnata da una interessante degustazione per la quale il vulcanico direttore del Consorzio Aldo Lorenzoni ha inventato un curiosissimo titolo : "Soave 4× 4 - Il Soave a trazione integrale". Quanto pregnante ed adeguato fosse questo titolo, l' abbiamo scoperto nel corso della bella degustazione, guidata  da Massimo Zanichelli (curatore di  Vini d'Italia - Espresso) e da Nicola Frasson (curatore di Vini d'Italia Slow Food - Gambero Rosso).

I 4×4 erano, per farla abbastanza breve, 4 annate di uno stesso vino moltiplicate per 4 produttori. La degustazione  di questi 16 vini ha rappresentato l' anticipazione dal vivo  di quanto sarà racchiuso in una prossima pubblicazione curata dal Consorzio, dedicata alle vigne, ai cru del territorio del Soave.

Attenzione, però: il   4×4  non è un concetto puramente numerico ma implica una sorta di "filosofia del motore" del sistema Soave, a cui il Consorzio e i produttori stanno lavorando: dimostrare come il Soave, nel legame con il territorio e i suoi vigneti più vocati,  possa esprimere vini a trazione integrale: espressivi, nitidi, profondi, dotati di spiccata personalità.

Ci siamo dunque trovati di fronte ai vini di quattro aziende (Inama, Suavia, Portinari e Gini),  prodotti in vigneti orientati ad Est ( guardavano tutti verso Monteforte, diciamo, ma nel giusto, visto che a Monteforte ci troviamo...con i 100 Bianchi e più!).

Vigneti e annate, dunque, che ci hanno regalato parecchie emozioni, in un viaggio nello spazio e nel tempo; eccoli:

Vigneti di Foscarino Soave Doc Classico - INAMA  Annate: 2006- 2005 - 2004- 2003

Le RIve Soave Doc CLassico - SUAVIA - Annate: 2005 - 2003 - 2002 - 2000

Albare Soave Doc - PORTINARI - Annate: 2000- 1999 - 1998 - 1997

Contrada Salvarenza Soave Doc Classico GINI  - Annate: 2005 - 2002 - 1999 - 1993

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Si ripete martedì 1 aprile la prova in campo presso l'Azienda Agr. La Cappuccina

Biomasse_2 

Carissimi amici e lettori,

mi piace mettere in evidenza che presso i vigneti dell' Azienda Agricola La Cappuccina di Costalunga di Monteforte d'Alpone, su richiesta di numerosi viticoltori e appassionati, saranno ripetute le PROVE IN CAMPO sulla filiera corta legno - energia su vigneto.

In altre parole, trattasi della dimostrazione  pratica di come si può produrre energia dalla raccolta dei residui di potatura di oliveti, frutteti e... vigneti.  Potremo farci un'idea dei cosiddetti IMPIANTI A BIOMASSE utili per la produzione di energia, in alternativa alle fonti non rinnovabili.

Bene: l'appuntamento è nel luogo citato sull'invito precendente, ma per MARTEDI' 1 APRILE ALLE 14,30.

Rinnovo il plauso ai Fratelli Tessari, da sempre animati da una sensibilità ai temi dell'ambiente nella coltivazione e nella produzione nella loro azienda. Un grazie rinnovato anche al Consorzio di Tutela con l'augurio che la zona del Soave divenga luogo di sperimentazione su questo importante e promettente settore della produzione di energia pulita. Riprendo a scrivere, e questa volta ci sarò anch'io!

Qui l'invito: Download prova_monteforte.pdf

E qui alcuni approfondimenti tratti dall' archivio di Veneto Agricoltura

Immagine:Tratta dal sito del Collegio Nazionale dei Periti agrari e dei Periti Agrari Laureati

Vino dei blogger #12: Recioto di Soave docg 2002 ORO di Umberto Portinari

Img_0026_2 Tema vasto quello lanciato da Loste, ovvero Marco, blogger di Unacolicadacqua, in occasione del 12° appuntamento del vino dei Blogger: i vini passiti. Vini da meditazione. Ce ne son tanti: abbiamo assistito in questi ultimi anni ad una crescita esponenziale, si fanno un po' dovunque. Qui, il Recioto ottenuto da uve garganega fa parte della storia di un territorio. Non potrei dunque proporre qualcosa di diverso, in questo inizio d'inverno, da un Recioto squisitamente di tradizione ma insieme unico nel suo stile.

Img_0025 Umberto Portinari è sì vignaiolo ( in Brognoligo di Monteforte d'Alpone), ma è pure uomo di fine e profondo pensiero con il quale si conversa così amabilmente che il tempo scorre senza che ce ne avvediamo. Siamo nella  cantina sotto casa, a misura - lui dice - dei suoi 4 ettari totali di vigne, ma a misura soprattutto della sua filosofia di vita: avere di che vivere e fare con semplicità e pazienza i vini che ha pensato e fortemente voluto.  Ci offre il suo Oro annata 2002 in anteprima ( è da poco imbottigliato e non ancora in vendita) e il nostro assaggiare insieme diventa un viaggio nel tempo e  un esercizio del pensiero. Intensi bagliori di topazio e d'oro bruno arrivano allo sguardo: questo è recioto di tutta garganega, la migliore che proviene dai due vigneti di famiglia:  il Ronchetto (di collina  e terreno vulcanico) e le Albare ( di pianura e terreno alluvionale).  Colore maestoso e una splendida consistenza.

Umberto intanto racconta di un nonno materno, agricoltore appassionato che gli ha trasmesso l'amore per la terra e probabilmente anche il germe della "vocazione di vignaiolo": infanzia beata e bellissima la sua, tra le vigne e i campi dorati di frumento, assieme al nonno...

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Guide del Vino: giochiamo un po'

Untitled E' già da qualche anno che ci penso: come divertirmi un po' nella stagione guidaiola in cui a destra e a manca squillano le trombe di grappoli, corone e bicchieri che incoronano i migliori vini del territorio nazionale? Come proporre qualcosa che non sia il solito elenco telefonico da far sorbire al pubblico? Un mini - servizio pubblico di confronto!

Il mio divertimento è qui: Download GUIDE.doc

Potete confrontare i dati che emergono dalle principali Guide ( ultimi due anni) per quanto riguarda la zona del Soave. Ci vedrete riconferme (in azzurro) , nuove entrate (in giallo), qualche apparente bocciatura - Apparente - poichè spesso un vino/un'azienda non riconfermati in una guida ricompaiono in un' altra.

Brevemente dirò ciò che penso in tema di guide del vino, al termine del divertissement:

Ne compro una sola e in genere diversa da quella dell'anno precedente. Una seconda mi arriva di default con una quota di iscrizione. La sfoglio, ma la trovo poco dotata di fantasia, ripetitiva nel premiare molti nomi eccellenti, poco rivolta al nuovo.

Mi interessano poco le polemiche e gli "spargimenti di sangue" a cui accennano autorevoli commentatori, ricordando che ogni anno fiorisce la solita polemica sulle guide, sui risultati, sui metodi di degustazione. Ritengo sia impossibile pensare alle guide e alle loro valutazioni come frutto di metodi oggettivi: lo saranno sempre meno e diventeranno sempre più espressione di chi le scrive.

Conseguentemente:

La guida del vino, qualunque sia, resta per me un'occasione di divertimento/ riflessione e  va presa per quel che è: un suggerimento più o meno autorevole. Prendo con le pinze, comunque, i suggerimenti di quelle guide che di anno in anno ripremiano gli stessi produttori e gli stessi vini. (Ce n'è una che premia da anni un rosso del Veneto, penso ornai da un decennio, quasi). Possibile che quel vino sia stato così eccellente per un decennio, o che quel produttore non abbia prodotto alcun altro vino così buono da renderlo premiabile?

Una domanda che sorge spontanea è: perchè le guide, se vogliono essere almeno "politically correct", non elencano prima dei premi asseegnati le aziende che hanno spedito i campioni?  Sarebbe ciò così mostruosamente impopolare tra i produttori? Forse, ma l'informazione  sarebbe senz'altro più completa e trasparente. 

Detto questo, un plauso alle aziende del Soave che hanno ricevuto riconoscimenti. Buona crescita generale, direi.  Il riconoscimento più importante,  quello del consumatore finale, dovrebbe essere anche quello più ambìto.

Un plauso particolare pure a quelle guide  che hanno premiato volti nuovi e in particolare a quella che ha accennato all' emozione che i vini premiati suscitano, benchè sia un parametro difficilmente misurabile.

Dite la vostra, e, tra un bicchiere e l'altro, date un' occhiata a questa mia lettura consigliata.

Immagine: Fortunato Depero, "Riti e splendori d’osteria", 1944,  olio su tavola,

Modernità e tradizione

Portaverona_4 Brevi flash presi dagli ultimi eventi nella denominazione:

Appesi alla sommità di Porta Verona i bei grappoli di Garganega se ne stanno ad appassire come in un fruttaio. Bella idea del Sig. Zampieri e degli Amici del Soave per la Festa dell' Uva!

 

Ed ai lati si ammirano le "derle" com' erano un tempo, con i cesti di "fassine" (o "strope"?).

Derla_soave_2

Uve di oggi: le migliori, sane e risparmiate dalla grandine.

Miglioriuve_4 

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Vino dei blogger #10: Sacripante 2006 Soave Classico Doc - Az. Agricola Le Battistelle

Sacripante Cristina e Gelmino Dal Bosco, eccoli: bella coppia di quarantenni nella Cris_gelm_6 vita  e pure nella (coltura della) vite, a giudicare da questo Soave Classico doc 2006 “Sacripante” che è tutto un programma e di storia e stoffa ne ha dentro assai, a cominciare dal nome.Tra il cavalleresco e il divertente: essere un “sacripante” si dice qui - e non solo - di un vivace elemento che molte ne combina. Ma di tutto ciò diremo alla fine della… storia!

Siamo in quel punto della provincia di Verona che Cristina e Gelmino stessi descrivono nella pubblicità aziendale come “cuore del Soave”, nella zona classica, in quel di  Brognoligo. Una stupenda conca verde e riparata ch’è posta in territorio comunale di Monteforte d’Alpone.

I vigneti occupano circa sei ettari, tre dei quali fanno un appezzamento unico denominato “Le Battistelle_vigneti Battistelle” da cui prende nome l’Azienda ( la fascia più alta nella foto a sinistra); gli altri sono sparsi in vari Cru della Zona ( Rugate, Castellaro, Montegrande) e così vengono descritti in una relazione agronomica: “pezzetti minuscoli che si inerpicano sui fianchi dei colli”. Mi ci hanno condotto, lassù, Cristina e Gelmino… Beh, che dire: ci si arriva solo a piedi e quando è tempo di vendemmia, con piccoli mezzi cingolati che si arrampicano sui pendii.

Noi a piedi, come un tempo, quando si vendemmiava salendo e scendendo con fatica e trasportando l’uva con la “derla” (qui la vedete in foto): una sorta di basto a bilanciere a cui si appendevano cesti fatti di fronde di salice. Lungo il percorso l’uva iniziava a divenir mosto che sgocciolava dai cesti. Ciò che restava era Derle vino della fatica e del sacrificio. Tempi moderni, ora, con la cantina attrezzata di serbatoi, di pressa soffice, di fruttaio (Cristina e Gelmino sono tra i pochi rimasti a coltivare la tradizione del vin santo di Brognoligo). Ti danno l’idea di aver dentro il senso della storia di quei vigneti difficili e di persone scomparse, come il loro avo Sacripante Dal Bosco.  E nell’ etichetta, appunto, si condensa oltre al nome, quel logo dorato della “derla” a ricordare la fatica di allora.

Eccoli, i vigneti: belli, pure se  colpiti dalla grandinata del 30 agosto scorso; i grappoli superstiti hanno ancora qualche giorno per restare al caldo sole meridiano di settembre e all’ aria fresca della notte. Non tutto è perduto e, come la saggezza del tempo antico insegna, - occorre ricordare che la natura dona e toglie - dice Gelmino, mentre sembra quasi accarezzare un grappolo colpito. I vigneti sono di varie età, ma ve ne sono molti vecchi, fino a cent’anni. Nessun guyot, ma pergole. Mi pare proprio di respirare un altro tempo, seguendo il racconto di questi due giovani che hanno iniziato a far vino solo nel 2002  e imbottigliato il primo Sacripante nel 2004.

Allora mi colpì, fresco, sapido, “ruspante” (mi si perdoni l’aggettivo, più consono ad animali da cortile) perché ricco di nerbo e di profumi stupendi: acacia, tema ch’è qui dominante nella garganega (100%) , leggera mandorla e sambuco.

Oggi ancor più di allora mi pare proprio buono il Sacripante: emergono oltre ai fiori, le belle note della Terreno terra  di origine vulcanica, le striature nere, bianche, ocra. E in bocca questa terra diventa vino bianco di stoffa, lungo al palato e persistente, come l’aveva immaginato il naso. Nerbo ed eleganza di una terra dove questa famiglia vive da generazioni, orgogliosa della sua storia.

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