Berta Venturi e il figlio Giovanni Cristofori sono nomi conosciuti della ristorazione dell' est veronese. Più di vent' anni fa aprirono il Ristorante lo Scudo a Soave ed oggi li ritroviamo nella nuova sede, posta all' esterno delle mura,sul lato est. E' una Locanda, non più soltanto un ristorante. Colpisce innanzitutto l'estrema cura e la bellezza delle quattro stanze, che portano il nome di raffinate pietre colorate: Aquamarina, Morganite, Corallo Bianco e Crisoprasio. I toni delle pietre azzurre, rosa, bianche e verdi sono proposti con estrema raffinatezza. Si può sostare, insomma, in stanze deliziose, all' ombra del Castello.
Anche nella ristorazione c'è qualche bella novità: abbandonata l'atmosfera un po' ingessata e retrò del locale precedente, qui c'è un localino (30 coperti) che è al tempo stesso raffinato e familiare.
Molto bella la ristrutturazione della vecchia casa, operata dall'architetto Renato Molinarolo: all' esterno edicole in pietra della Lessinia e decorazioni pittoriche, all' interno una saletta raccolta con la cucina a vista. Abbiamo fatto visita alla Locanda in due occasioni: in una serata estiva mangiando all'aperto e in una pausa pranzo, all' interno, qualche giorno fa.
L'impressione stata ottima e, nel caso della cena, l'impressione è stata condivisa anche dagli ospiti.
Giovanni Cristofori propone una cucina semplice e saporita, molto curata. Niente elucubrazioni per gastrofanatici. Accanto alle proposte in carta - di terra e di mare - spiccano belle proposte del giorno, scritte a mano sullo specchio Liberty. Noi, per ora, abbiamo provato la cucina di mare: un fritto misto freschissimo e croccante e una tagliata di tonno semplicemente perfetta (a cena), un'ottimo "spaghetto alle vongole" in pausa pranzo (tra i piatti del giorno). Non mancano le proposte di cucina del territorio, dagli antipasti al dolce. Colpisce l'attenzione a voler rivalutare anche materie prime "povere", come, nel caso del pesce, lo sgombro e il pesce azzurro. Molto indovinata anche la propsta del menù di mezzogiorno a 25 euro (un menù completo accompagnato da acqua, un bicchiere di vino e caffè, il tutto a scelta). La carta dei vini è centrata sui vini del territorio e del Triveneto: bene in evidenza la proposta del Durello DOC nella versione spumante e buona l'offerta di vini al bicchiere. Ci pare degno di nota anche un piacevole vino della casa: una garganega IGT messa in bottiglia da una azienda di queste parti. L'han chiamato i Minei, un vino bianco che ricorda il soprannome dialettale della famiglia, nella comunità di Brognoligo (Monteforte d'Alpone). Berta Venturi e la figlia Martina conducono la sala con professionalità e simpatia proprio squisite.
Alla Locanda Lo Scudo siamo stati molto bene, spendendo il giusto. Ci fa molto piacere inaugurare una nuova categoria di post sul WineBlog Soavemente: si chiamerà "Bei posti". Luoghi dove è un piacere mangiare e bere bene. Quei posti, insomma, dove torneresti anche il giorno dopo... e ti vien spontaneo raccontarli iniziando così: "Sai, sono stato in un bel posto..." Ci sembra giusto provare a raccontarveli.
Locanda Lo Scudo
Via Covergnino, 9
37038 Soave (Vr)
Tel +39 0457680766
info@loscudo.vr.it

