L'anteprima del millesimo 2006 verrà ricordata come "quella del fattore G", la denominazione "Garantita" che si aggiunge alla DOC per il Recioto e l' Amarone della Valpolicella e ch'è ormai in dirittura d'arrivo. C' era anche da festeggiare il Premio che la rivista britannica Wine Enthusiast ha di recente assegnato alla Valpolicella come Wine Region of Year .
Bell' Anteprima, in Fiera, con spazio e luce. Si respirava un' atmosfera di composta soddisfazione, visti i tempi tutt' altro che facili. Fossero stati gli anni del boom, qualcuno forse si sarebbe montato la testa.
Ammiriamo dunque, e ci conforta, l'impegno della Denominazione per un percorso sempre più virtuoso e il Presidente Luca Sartori lo ha ben descritto. Avremo ben quattro disciplinari ( Valpolicella, Ripasso, Amarone e Recioto), in un' annata economicamente difficile come il 2009 si è scelto di abbassare dal 70 % al 50% la quantità delle uve da mettere a riposo. Sono segnali che mostrano una diffusa maturità dei produttori nell' assegnare maggiore importanza al vigneto e al territorio, rispetto alla tecnica dell'appassimento. C'è anche la consapevolezza che quella "G" rappresenta un impegno gravoso che richiede investimento di risorse, controllo della qualità, tutela del Marchio ( contro le frodi sempre in agguato).
L' annata 2006 non è di quelle stellari, diciamolo. Complice una notevole variabilità climatica, si registrano acidità non elevate, residui e alcolicità importanti, ma mediamente anche un buon equilibrio, dovuto al bel tempo dell' ultima fase dell' estate e in vendemmia. Si sono appassite uve sane, con tannini maturi di bucce e vinaccioli e il periodo di appassimento ha avuto un clima ottimale. Ne esce un Amarone di stile composto, senza esuberanze, con naso fruttato e floreale, tannini morbidi, più pronto e bevibile. Abbiamo incontrato rossi rubino molto verso il porpora e di media intensità, profumi abbastanza complessi, di frutta matura, cannella, ed anche di "rabarbaro e grafite" come ha riferito l' enologo Daniele Accordini.
Dalla degustazione cieca dei 66 campioni esco senza troppe emozioni, ma con l'idea che i prodotti sono ben fatti e si riesce a riconoscerne bene la particolarità del territorio. Annata meno longeva, forse, ma questo è un fattore che riserva spesso sorprese.
Certo, in annate così, la noia è in agguato: ce ne sono ancora d'Amarone che recioteggiano con evidenti zuccheri, e magari son pure un po' legnosi. L' impressione generale è che comunque non si ricerchi più a tutti i costi la muscolarità eccessiva, l' effetto marmellata + alcol.
Qui soltanto alcuni tra i 66 - passati alla cieca - che mi sono parsi coerenti, ben fatti, insomma... buoni. Una scelta s'impone, altrimenti si rischia di aver lo stile da "catalogo".
C'erano campioni ancora in botte - ben 25 - e gli altri eran da bottiglia. Buona cosa.
DA BOTTE:
Le Marognole - Marano di Valpolicella
Amarone Classico Campo Rocco
Seconda anteprima per Fabio Corsi. E' un passo in avanti deciso per quest'Amarone granato brillante, austero, che già lo scorso anno si era fatto notare. Naso afffilato e diretto di frutta rossa matura; robusto ma non palestrato, è di sorso piacevole e asciutto. Il legno un po' in evidenza non disturba ed è soltanto un peccato di gioventù. Ottima prova, Fabio; avanti così, schietto e coraggioso come il tuo Amarone delle Marogne di Valgatara, prodotto soltanto in 3000 bottiglie. In vendita a giugno 2010.
Valentina Cubi - Fumane
Amarone Classico Morar
Mica scherza questo Amarone della signora Valentina che porta la firma dell'enologo ( e consorte) Giancarlo Vason . I vigneti sono a Fumane e S. Pietro in Cariano, dunque c'è da aspettarsi un corpo notevole. Siamo infatti sui 16% e la punta si sente. Ma il bello di un campione da botte è che ti devi immaginare tutto il futuro di un vino, apprezzando i colori di un abbozzo. Qui c'è naso fine, complesso ma quasi pudico, di marasca, specie dolci e tabacco, che predice eleganza, piacevolezza e una bevuta di spessore ma non scontata nè noiosa. Da aspettare. La deliziosa signora Valentina ci conferma: sarà in commercio non prima del febbraio 2011. Un applauso.
Monteci - Fumane
Amarone Classico Costa delle Corone
Non conosco direttamente l' azienda delle Famiglie Righetti, ma in questa degustazione cieca di 66 Amarone, questo Costa delle Corone ha lasciato il segno. Naso e bocca corrispondenti di tamarindo, grafite, spezie. Bevuta appagante e succosa che non cede a sdolcinature. Non ho avuto il tempo di rissaggiarlo al banco del produttore, ma tra le mie note d'assaggio ho scritto: "partiolare terroir ?". Un motivo per cercarlo ancora e saperne di più. E per berlo di nuovo , che è buono! In commercio da novembre 2010.
Buglioni - Corrubbio di S. Pietro in Cariano
Amarone Classico
Ecco la conferma delle caratteristiche dell' annata 2006, un primato dei terroir con vini molto riconoscibili che - nella media -hanno buona bevibilità anche quando sono di notevole spessore. Qui già il colore e la consistenza nel bicchiere farebbero presagire non soltano un vino ben piantato, ma pure un po' stucchevole - viste le basse acidità dell'annata. Nient'affatto. E' complesso, con note variatissime di prugna, marasca, spezie fini. Si coglie persino una vena quasi mentolata. La beva è polposa e piena, ma non stanca. La degustazione alla cieca mi regala quest' anno una finezza decisamente inaspettata rispetto all'annata precedente. Aspettarlo ancora un po' non guasta: in vendita da settembre 2010
Boscaini Carlo - Sant' Ambrogio di Valpolicella
Amarone Classico S. Giorgio.
E' dedicato al santo della Pieve, quella appunto di S. Giorgio Ingannapoltron, uno dei più bei luoghi della Valpolicella, quest' Amarone di Carlo Boscaini. Si sente un' abile mano da artigiano appassionato e rispettoso delle terra, si sente un cuore schietto, e fa piacere annotarne la "sostanza". Piacevolissimo al naso, in bocca è vino appagante e già molto equilibrato, con polpa di ciliegia croccante. Un vino da bere in buona compagnia, a tavola, con piatti robusti e senza troppe " meditazioni". Disponibile da giugno 2010.
Terre di Leone - Marano di Valpolicella
Amarone Classico.
Una conferma per Federico e Chiara, i titolari di questa azienda giovane che ha uno stile ben deciso e riconoscibile: composta elleganza e sostanza. Un amarone interessante che rispecchia terroir ed annata. C'è residuo zuccherino e si sente, ma il naso è complesso, forse uno dei più complessi tra i 66. Spezie dolci su tutto, e polpa scura di frutta. Se fosse un quadro, avrebbe sfumature dell' ocra, del bruno. Vino importante che però non esagera e si beve volentieri. Non c'è stato il tempo di riassaggiare al banco di produttori e perciò non sappiamo quando sarà in commercio. Vini più pronti in quest'annata 2006, comunque, e il Terre di Leone non fa eccezione.
DA BOTTIGLIA:
Antolini Pier Paolo e Stefano- Marano di Valpolicella
Amarone Classico il Moropio
L'aggettivo classico è appropriato davvero per l' Amarone dei Fratelli Antolini, ormai un punto di riferimento nella denominazione. Elegante, fresco e floreale al naso appaga poi la bocca con bella ciliegia e spezie. Da equilibrarsi ancora, ma già molto appagante nella sua immmediatezza e nella "maranese riconoscibilità".
Gli Antolini hanno presentato quest' anno anche l'Amarone Classico Cà Coato, prodotto da un vigneto di Negrar. Provato quest'estate dalla botte, ora lo ritroviamo n bottiglia ed è una conferma. E' un amarone corposo, importante, giocato su note più profonde di spezie, tabacco, corteccia. Da lasciare in cantina, sicuri che sfodererà eleganza e piacevolezza come pochi.
Castellani Michele e Fgli - Valgatara di Marano di Valpolicella
Amarone Classico Campo Casalin I Castei
Fa piacere ritrovare, quest'anno, la sorpresa dell' Amarone di Sergio Castellani e Figli. Un Amarone ben fatto ed equilibrato - tra i primi che ho conosciuto in Valpolicella, - ormai più di due lustri fa. L' enologo Accordini, descrivendo in conferenza stampa le caratteristiche organolettiche principali dell' annata, ha parlato di " sentori di grafite". Ecco, in quest' amarone Campo Casalin, a grafite spicca veramente al naso. E apre a un sottobosco speziato e di frutta rossa dolce. Un residuo c'è, ma non disturba. Già in vendita, è pronto e assai bevibile.
Cà La Bionda - Marano di Valpolicella
Amarone Classico Vgneti di Ravazzol
Che volete che vi dica, penso che sia proprio una predilezione del cuore la mia, per la valle di Marano e Valgatara! Qui c'è bella frutta sottospirito, polposa. Corpo, insomma e persistenza in un vino che va aspettato ancora un po'. Interessante davvero, molto ben fatto, uno dei pochi in cui è avvertibile una vena assolutamente fresca, in un' annata che difetta in acidità. In vendita da aprile 2010
Speri Viticoltori -Pedemonte
Amarone Classico Vigneto Monte Sant' Urbano
Pietra miliare della mia storia "enoica", li becco sempre gli Speri, alla cieca. Intendo dire che è inconfondibile quel mix di note un po' chiuse di prugna, corteccia e spezie amaricanti, fissate su una trama dalla struttura importante. Coerenza assoluta di stile; ecco però che l' annata si manifesta nell' Amarone degli Speri in modo quasi emblematico, con un finale a sorpresa. Una lieve morbidezza lo rende meno asciutto e tannico del solito. Da settembre 2010
Venturini Massimino - S. Floriano di S. Pietro in Cariano
Amarone Classico
Bella bottiglia, questo Amarone di Massimino e dei figli Daniele, Mirco e Giuseppina che rispecchia la tradizione e vien fatto con cura. Si sente: bella struttura, alcol ancora levemente da integrare, ma bella bocca di ciliegia matura, tabacco, cannella. C'è sostanza, insomma, senza alcun eccesso di sovrastruttura da legno ( fa botte). E' un Amarone che " se lo conosci, lo ami" per la schiettezza e un non trascurabile rapporto qualità - prezzo. Disponibile da aprile 2010.
Abbiamo assaggiato al banco del produttore anche il "Campo Masùa " che è ancora in botte: un Amarone notevole, per il quale si prolungano sia l'appassimento delle uve ( un mese) che la permanenza in botte ed in bottiglia. Di sostanza, equilibrio, polpa, senza rischio di una bevuta pesante e noiosa. Molto buono!
Amarone della Valpolicella Fraccaroli Domenico Grotta del Ninfeo - Lavagno
Anche questa è una bella riconferma, rispetto allo scorso anno. Profumi complessi, di rosa appassita, di frutta rossa macerata, di spezie dolci e persino di pepe bianco. Al gusto conserva la beva elegante, per nulla stucchevole, lunga e appagante. Una punta d'alcol, da integrare, è senz'altro dovuta al recente imbottigliamento . Altra bella prova dei Fratelli Fraccaroli che dimostrano passione e coerenza di stile.
Io uso sempre ripescare un vino che non mi ha pienamente convinto, ma che comunque mi affascina. Alla cieca, dunque, ho messo il punto di domanda sull' Amarone di Le Guaite di Giulietta Dal Bosco. C'è eleganza, speziatura, aroma, ma anche una punta davvero elevata di zucchero. Quando ho visto di chi era, ho capito di non aver sbagliato: la stoffa è quella di Le Sisure, con la bontà e la grande maestrìa di un olio speciale. Gliel'ho pure detto a Stefano e alla signora Pizzighella. Vi aspetto con un amarone che sia il contrario dell' olio denocciolato... che diventi insomma, più secco ed austero. La finezza ce l' ha già di suo.
Foto: Panorama della Valpolicella - ConsorzioTutela Valpolicella
