Qualche sera fa siamo saliti oltre il piccolo borgo di Mezzane di Sopra, ospiti di Flavio Prà (Azienda I Campi) . Ci ha invitato tra le vigne di Campo Marna 500, dove la Corvina e il Corvinone crescono a 550 m di altitudine, sopra un terreno d'argilla e calcare - la Marna, appunto.
- Terreno "bianco" per un grande rosso - dice Flavio e non c'è che dire, l'Amarone Campo Marna 500, annata 2004 grande lo è. L'abbiamo sorseggiato al termine di una serata molto speciale. Seduti tra i filari, con lo sguardo rivolto alla valle, accompagnati verso il buio della notte dalle note dell' Irish Trio. Bravissimi i tre musicisti con le note antiche della musica celtica (Eleonora Elio - violino, Francesco Feder - chitarre e bouzouki , Mariabenedetta Pasquali flauto traverso, tin whistle, penny whistle).
"Rose nell' erica" era il titolo di una delle prime "ballate" (per tutta la sera, con il bicchiere in mano a molti di sicuro è venuta la voglia di danzare…) e la fragranza floreale, una nota balsamica quasi mentolata l'abbiamo sentita nel' attacco del Soave Classico Campo Vulcano annata 2008. E poi un corpo solido, minerale che deriva dal terreno vulcanico delle vigne omonime sopra Costeggiola. Gran bel Soave di Garganega e Trebbiano. Soddisfa con la straordinaria beva che non molla mai e fino all' ultimo appaga con dissetante freschezza e un timbro vellutato. Il tutto giocato sui toni dell' agrume, del litchi. Che fosse un Soave di vaglia l'avevamo inteso già a gennaio, al primo assaggio, ma ora, con qualche mese in più di bottiglia alle spalle, è davvero una meraviglia. Prova che il vero Soave di terroir va tassativamente bevuto almeno l'anno successivo alla vendemmia. Qualche bottiglia è da metter via per gli anni a venire.
Dopo il Soave è seguito un crescendo musicale, dalla ballata alla vera e propria danza, ricordando sagre e feste di campagna, per accompagnare il secondo vino di Flavio, il Valpolicella Superiore Campo Prognare 2004. Le uve sono le stesse dell' Amarone, ma si raccolgono più in basso, su un campo posto sui terreni ciottolosi del Progno a Cellore di 'Illasi. Tutte le uve son brevemente appassite. Ne nasce un vino che coniuga la potenza, la concentrazione, con una bella freschezza. Nulla di stucchevole, di eccessivo. Belle note di marasca fresca. Un vino che è ancora giovane, e si sentono inizi di evoluzione ancora maggiore: tabacco, caffè, un tocco d'amaricante che assomiglia al tamarindo… Chissà tra qualche anno…
Infine l'Amarone Campo Marna 500 sulle note sempre più veloci e marcate di danze e marce.
Vino austero, dai bei tannini che ancora "ruggiscono" perchè il tempo ha ancora lavoro da fare. Note evolute di frutta rossa sotto spirito e quelle che nel Valpolicella Superiore erano "nuance evolutive" qui sono marcate, accompagnate anche da una lieve nota "fumé".. Mentre la pianura ancora ribolliva dopo la giornata afosa, lassù a Campo Marna la notte era fresca e ventilata. Gran bel posto per le uve di un' Amarone che è già godibile, ed è giovanissimo. Guardiamo verso la Lessinia e il Monte Carega: alziamo gli occhi verso le stelle e quella luna che già ci aveva incantato in un tramonto tutto rosa (vedi foto).
Ci accompagna nella danza l'affiatatissimo trio. Vorremmo che la musica e quel bel vino non finissero mai…
Dedicato
A Flavio Prà ricordando quanto mi ha insegnato negli anni della mia formazione da autodidatta. Prima hai "cercato" il vino nella tua professione di enologo, ora hai cercato la terra… Sono matrimoni riusciti quelli del tuo progetto "i Campi"… "Ogni terreno sposa la sua uva" hai detto e fatto, bravo!
A Bernardo, ideatore della bella serata, che mi onora della sua amicizia.
Qui Un breve video molto imperfetto, girato con il telefonino...
Azienda agricola I Campi di Flavio Prà
Via Sarmazza 29/A, 37032 Monteforte d’Alpone (Vr)
Tel e Fax 045 6175915
