Avevamo promesso una visita, così, in un torrido pomeriggio di fine agosto ,Luca Ferraro ci accoglie assieme al padre Danilo nella casa di famiglia a Caerano di San Marco, (Treviso), accanto alla quale sorge la cantina di recente costruzione. Eravamo curiosi di scoprire qualcosa di più sul Prosecco del Montello e Colli Asolani assaggiato a Terroir Vino a Genova. Bella scoperta l' Azienda Bele Casel!
Luca ci ha condotto tra i vigneti sulle colline di Cornuda ( circa 5 ettari di proprietà con vigneti a Prosecco e un ettaro a Merlot) e quindi tra i vigneti vecchi di più di vent'anni sopra Maser, alle spalle della Villa palladiana. (3,5 ettari in affitto con sole uve di Prosecco). Da lì si vedono bene il profilo del "Bosco Montello" e sulla sinistra la zona di Valdobbiadene. Sotto s'allarga la pianura, il Nord -Est con le campagne spezzate da una miriade di fabbriche e fabbrichette. Luca e Danilo raccontano con semplicità della loro passione familiare per la vigna; "una vera passione" la chiamano e colpisce l'orgoglio che mostrano nel definirsi "contadini". Sembrano due fratelli più che padre e figlio.
"Dobbiamo molto a Conegliano e a Valdobbiadene" Escono infatti ambedue dalla scuola enologica di Conegliano: l'uno enologo, l'altro enotecnico. Anche il nome dell'Azienda "Bele Casel" è un omaggio a una figura storica di quei luoghi, quasi a segnare la fratellanza che lega le due zone storiche della produzione del Prosecco: Conegliano Valdobbiadene e il Montello - Colli asolani. Dalla prossima vendemmia potranno fregiarsi della DOCG e della dicitura Superiore. Un bel traguardo. Sono circa 30 i produttori di Prosecco "Montello e Colli asolani", su una superficie totale di circa 400 ettari. il peso produttivo del "Conegliano Valdobbiadene", con circa 5000 ettari e 500 produttori è indubbiamente maggiore. Non è facile per gli "Asolani" far capire e far apprezzare il legame territoriale con questi colli che nulla hanno da invidiare a quelli dei fratelli "maggiori". "Nessuna rivalità "ci tiene a dire Luca; il traguardo della DOCG da poco raggiunto porterà beneficio a tutti nella zona storica di produzione del Prosecco. La sua azienda produce poco più di 100.000 bottiglie. Con grande cura, ci pare, visto che già da tempo ha abbassato le rese a 120 q per ettaro come è previsto ora per la DOCG. (E' 135 q/ha quella nel Valdobbiadene). Ma il punto di forza - continua - è l'estratto secco - ora per la DOCG Valdobbiadene è a 14 e sui Colli Asolani siamo in grado di arrivare fino a 16. Non conoscevamo affatto il Prosecco dei Colli Asolani. Luca e il padre ce ne hanno dato l'opportunità. "Abbiamo voluto rimanere fedeli a un territorio dicono - dove l' uva Prosecco ( che dallo scorso primo agosto dovremo chiamare col sinonimo di Glera) è presente da secoli". Mentre il Prosecco Brut scende nel bicchiere con una piacevole spuma e un perlage medio fine e persistente raccontano la loro storia familiare, di quando, una trentina d'anni fa, l'eredità contadina del nonno Ilario è stata raccolta dal giovane Danilo e dalla moglie; e poi via via dei piccoli passi, la cantina sotto casa dove si imbottigliava di sera al ritorno dal lavoro, incollando le etichette a mano... Oggi sono ancora un' impresa a modello familiare: è arrivata la tecnologia (con una pressa soffice termocontrollata e a gas inerte, ad esempio) e s'è fatto adulto Luca che è cresciuto con il nonno e il padre tra le vigne. E' molto preparato e crede anche alle opportunità del web nella comunicazione per la propria azienda (Sito internet, blog, presenza sui social network come twitter e Vinix).
Ma noi l'abbiamo visto soprattutto innamorato di questa sua terra asolana. Le vigne inerbite non hanno irrigazione di soccorso, e - dice - "danno ciò che devono su questa terra..." Sopra Cornuda scendono verso valle e a seconda della posizione danno risultati diversi: grappoli già molto maturi, altri meno, alcuni molto compatti, altri più spargoli Si farà una una doppia vendemmia e dalla cernita delle uve migliori nascerà quel Prosecco Millesimato che, poco prima, ci aveva nuovamente incantato. Il terreno di medio impasto argilloso. ricco di ferro e calcare e la bassa resa per pianta influiscono di certo su questo Prosecco Dry dove non si sente il peso di 23 g/l di zucchero, ma piuttosto un grande equilibrio tra una vena leggermente salina, e una morbidezza setosa in bocca. Quasi cremosa. Vino di bella freschezza e al tempo stesso quasi "grasso". Davvero godibile nel caldo afoso del pomeriggio. Un capolavoro il Bellini che papà Danilo ci ha preparato al momento, con polpa di pesche gialle e una bottiglia tolta dal congelatore quasi ghiacciata. Molto gradevole anche il Prosecco Extra Dry, quello più richiesto dal mercato: aromatico e concentrato ha una buona intensità, note di frutta bianca matura e una gradevole nota di mandorla nel finale. La sorpresa, in questa visita è stata però poter riassaggiare con attenzione la versione Brut, dove l'equilibrio tra il nerbo salino e la cremosa morbidezza assume colori floreali e citrini (di lime, di frutto della passione). Una bottiglia che si fa bere con estrema piacevolezza.. Per la visita a Luca abbiamo dovuto spezzare per un giorno le quattro settimane di dieta agostana no - alcol e quella stessa sera la versione Brut ha accompagnato con efficacia una terrina semplice di sarde al forno con patate e pomodorini. Il Prosecco non è tutto uguale, la qualità si sente, eccome, e se si ha la fortuna di conoscere il luogo, anzi, la vigna di origine, se ne colgono anche le caratteristiche particolari. Quelli dell' azienda Bele Casel sembrano proprio trarre dai Colli asolani uno stile che combina una buona struttura ( che in genere non ti aspetti da un Prosecco) con una piacevole morbidezza complessiva. Si sente che sono fatti rispettando una terra molto amata. Se li assaggiate capirete che per fortuna ci sono ancora esempi "misurati" dove contano la mano dell'uomo, la saggezza dei vecchi, il rispetto dell' alleanza con la natura. Luca Ferraro e la sua famiglia sono tra questi ed intendono tramandarne i significati alle future generazioni. C'è già la quarta, con un figlioletto maschio di pochi anni, a cui seguirà a giorni un fratellino. Tanti auguri, Luca! E grazie per aver ricordato nel sito aziendale uno dei più efficaci cantori delle terre trevigiane, Giovanni Comisso. Abbiamo attraversato il Montello, per venire a trovarti. Leggeremo con piacere "Giorni di Guerra", ripubblicato in questi giorni da Longanesi. Comisso dona indimenticabili immagini del paesaggio e una visione tutta particolare di questi luoghi che gli appaiono beati, con il buon vino ed il cibo capaci persino di scongiurare la paura e il dolore della guerra, la Grande Guerra. Noi oggi li chiamiamo tempi di "crisi", ma forse dovremmo ricordare tempi ben più difficili di povertà e di fame, quando la sola ricchezza era la terra. E proprio per questo conservarne la memoria storica e considerarla ancora una vera ricchezza.
Nota: anche il titolo di questo post vuole essere un omaggio letterario, a "Gli Asolani" di Pietro Bembo (1509). Che con l'uva Glera e il suo Prosecco si celebri l'Amor... ma non soltanto quello non platonico, però!
