I produttori di Tai Rosso dei Colli Berici aderenti al progetto ( e al marchio) Qualithos hanno aperto una strada davvero interessante, con il Simposio sul Grenache "Tai Rosso chiama mondo".
Ospitati nella splendida villa Fracanzan Piovene di Orgiano (Vicenza) abbiamo ascoltato autorevoli relatori mettere a fuoco caratteristiche pedologiche, genetiche e storiche del Grenache, un vitigno che s'è diffuso nel mondo chiamandosi in vari modi: Garnacha, Cannonau, Alicante, Vernaccia nera...
In sostanza, se alla fine dell' 800 veniva accertata l'identità tra Grenache, Cannonau e Alicante, bisognerà attendere fino al 1990 per identificare quella tra Tocai Rosso (oggi Tai), Cannonau e Grenache.
"Oggi più che di sinonimi - riferice il prof. Attilio Scienza - è preferibile parlare di un "vitigno collettivo", cioè di varietà simili che hanno attraversato una storia di ben 500 anni di diversificazione genetica". Una storia che ha portato anche alla diffusione geografica in particolari territori e secondo diverse modalità: dalle terre di Aragona alle rive del Rodano, dalla Catalogna alla Sardegna, dal Rodano alla zona di Barbarano nel Vicentino, anche se in quest'ultimo caso, l'arrivo del Tai Rosso è ancora avvolto nel mistero.
Interessante la citazione datata 1306 di un "Vinum vernacia de Ianua" ( di Genova). Immaginiamo le rotte dei mercanti per un vino che, nel Medioevo, è come il moscato e la malvasia: un vino di lusso nell' area lombardo-veneta e in Toscana ed è prodotto anche con vitigni a bacca bianca.
Significativo è poi notare che in albanese il nome Tocai e in Latino il nome Vernaccia (da vernaculus) hanno il significato di "uva del posto", un tentativo di dare al vino un nome proprio.
Il Simposio è stato anche una buona occasione per mettere a fuoco quella diffusa ed abusata definizione di TERROIR, di cui tutti parlano, e magari non del tutto a proposito.
Tra i relatori c'era il winemaker di successo Roberto Cipresso che ha descritto il terroir come l'unica strada da percorrere per il vino di domani.
Il Terroir, espressione di fatto intraducibile, è formato da mille fattori: venti, temperatura, vegetazione, suolo, altitudine... Fattori che incidono in modo determinante nelle particolari risposte di un vitigno. Il terroir esiste, c'è, è riconoscibile, anche nella sua componente di tradizione e di storia.
IL TERROIR E' INTERPRETATO DAL VITIGNO. La varietà giusta, al posto giusto, esalta il territorio con un'interpretazione insolita, unica, plastica (Vedi il Pinot Nero in Borgogna).
Il Grenache è una varietà molto plastica, capace di esprimere diverse interpretazioni del terroir.
La prova l'abbiamo avuta nella seconda parte del Simposio, quando abbiamo confrontato il Tai rosso con il Cannonau di Sardegna, con vini del Midi francese, con vini del Priorato e della Rioja.