Si apre il Progetto Fusion, il dialogo dal vivo tra "creativi" della cucina e della musica. Spostato a domenica l'incontro con Mauro Uliassi e Paolo Angeli, è Enrico Crippa, chef del Ristorante Piazza Duomo ad Alba, ad aprire le danze.
La parola "danza" ci sembra appropriata per descrivere la sua insalata "21,31 e forse 41". Davide Paolini ce lo presenta come uno degli allievi prediletti di Gualtiero Marchesi, con una esperienza maturata all' estero, soprattutto in Giappone.
Enrico ha un aria da maestro Zen: fisico asciutto e quasi ascetico, muove le mani tra le foglie e i fiori per la sua insalata come se danzasse.
Inconsueta insalata la sua, dove entrano, in numero variabile secondo le stagioni, sino a più di una quarantina tra erbe spontanee, foglie e fiori: acetosella rossa e verde, calendula bianca e viola, levistico, nepitella, primula, trusset (insalata dei campi), fiori di Giuda (una leguminosa), semi d' amaranto resi croccanti dalla frittura, e poi ancora, semi e spezie.
Trionfo della semplicità e del rispetto per la natura. E' Crippa stesso ad invitarci, al termine della performance, a mangiare la sua insalata con le mani, prendendola dai piccoli bicchieri per l'assaggio.
Prendere tra le mani il frutto della terra è un segno di rispetto - tutto orientale - anche per chi ha coltivato e raccolto quelle erbe, quei fiori.
Accanto a lui Beatrice Antolini, voce rivelazione dell'indie-rock italiano.
Diciamo subito che l'acustica del Clos Wine Bar non ha giovato alla sua performance, che è piaciuta laddove la voce, le percussioni e la tastiera hanno sussurrato toni leggeri e naturali.
Ma come l'insalata aveva al gusto la piacevolezza della varietà di sapori ed aromi, di sensazioni tattili ed aromatiche - dal morbido al croccante, dallo speziato al fragrante, così la musica aveva la varietà degli impatti acustici: dalla leggera tonalità "verde" alla più rude tonalità scura, quasi nera ed aggressiva, della voce.
All' assaggio, l'insolita insalata è una sinfonia di aromi e di sapori, una celebrazione della leggerezza ed anche della bellezza delle forme e dei colori naturali di foglie e fiori. Bellezza orientale, come di colori penellati sulla seta.
Enrico Crippa "mette nel piatto la leggerezza" dice Davide Paolini "son da provare i suoi risotti e tutte le declinazioni in cui fa esprimere il Tartufo Bianco di Alba". Su uno dei tavoli forniti da Mondini arredamenti , uno degli sponsor leggiamo:
"Raffinatezza ha a che fare con la semplicità, non con lo stile" (Vico Magistretti). Enrico Crippa questa raffinatezza ce l'ha di sicuro.

