Siamo giunti a Calliano (Trento) nel palazzo quattrocentesco dove Eugenio ha la cantina di affinamento, accompagnati da alcuni amici, tra i quali due produttori della Valpolicella, Gian Paolo Antolini e Carlo Venturini di Monte dall' Ora. Scambio di idee, sulla terra, sulle vigne, sul fare il vino in quel modo "artigiano" in cui anche loro credono molto.
Che cosa voglia dire artigiano ce l'ha ben spiegato l'Eugenio: pochi ettari, circa otto, poche etichette, controllo di ogni fase dalla vigna all'imbottigliamento, produzione di circa 18.000 bottiglie.
Artigianato come rispetto assoluto della terra e desiderio costante di migliorarne il frutto nella maniera più naturale possibile.
Ecco la parola davvero importante per Eugenio: ricerca.
La fa da sempre, fin da quando è uscito dalla grande scuola di San Michele all' Adige, eppoi al lavoro in varie realtà produttive della zona, studiando la terra in cui è nato ed è sempre vissuto, approfondendo la storia e il senso del fare il vino in quella zona a nord di Rovereto in cui cersce il Marzemino. Conserva in cantina (una cantina con i mattoni in terra e le volte antiche) una bottiglia di Marzemino 1970 di Bongiovanni, un passito di Marzemino, come non se ne fanno più...
Ricorda il 1999, quando mollò il suo lavoro di enologo dipendente per tentare la grande avventura: produrre in proprio. Nacquero così l'Esegesi, il Poiema e successivamente il Doron. Splendidi vini rossi, un bordolese di nerbo ed eleganza e due declinazioni particolari del Marzemino in purezza. Penso alla prima volta che incontrai Eugenio, venuto qui a Soave per parlare del suo bordolese, l'Esegesi. Ricordo non tanto l'impressione che fece a me, quanto la sorpresa, il fascino che seppe comunicare alla settantina di ospiti della serata, spiegando come lui intendeva fare il vino, rispettando la terra, prima di tutto, ma anche il tempo che ogni vino richiede per dare il meglio di sè.
Erano allievi di un corso di degustazione: penso di non sbagliare nel dire che quella serata, quell' Esegesi 1999, di cui conservo ancora gelosamente una bottiglia, non se la dimenticheranno più.
Non si dinentica un vino, se chi lo fa riesce a comunicarti il senso di quel lavoro che lo ha prodotto e se, bevendolo, riesci a provare una vera, profonda emozione.
E' così, lo scrive lui stesso (o forse la squisita consorte Tamara) in stampatello maiuscolo sul fondo d'un cartone per vino: " Il lupo perde il pelo, io perdo le occasioni ma non so perdere il vizio delle emozioni".
Anche questa volta, ancora una volta... le emozioni sono state tante. Tanti i vini assaggiati assieme e dei quali, con Carlo e Pier Paolo, abbiamo colto "tecnica e anima" . Un vino buono, sì, ma ancor di più un vino che è proprio quello che il produttore, l'artigiano, ha costruito per sè, con le sue mani.
Buono per sè, prima che per il mercato. Ma è certo che se lo incontri, Eugenio Rosi, se assaggi i suoi vini e te li fai raccontare, quei vini li cercherai per te.
Con la consueta grande generosità, Eugenio ne ha versati molti per noi - spero perciò di non dimenticarmene nessuno - ma maggioranza delle annate recenti deve essere ancora messa in commercio.
Anisos 2007 Bianco Igt Vallagarina
L'ultimo nato, come Anisia, la più piccola dei tre figli di Eugenio e Tamara. Chardonnay 20% Nosiola 20% Pinot Bianco 60% in parte fermentato in botti aperte con macerazione sulle bucce. Le vigne vanno dai 300- 400 metri della Nosiola (viti franche di piede) ai 500 m. del Pinot bianco, ai 750 m. dello Chardonnay coltivato in Vallarsa ( la valle che da Rovereto va a Schio). Matura in botti di rovere da 5 hl per 18 mesi. Bellissimo vino bianco, sapido e polposo nella frutta bianca, con finale molto morbido e piacevole. Praticamente prodotto da vinificazione in rosso, senza solforosa e senza filtrazione; per questa sua particolarità è "anisos", cioè "disuguale".
Chardonnay in purezza 2006 Una prova, ma che prova! Grande freschezza e sapidità, nitidezza di profumi giovani, floreali, lievemente balsamici. Vino dritto e scattante, come pochi, davvero pochi Chardonnay ( e di solito sono oltralpe...).
Anisos 2006 era aperto dal giorno prima: lo versa per farci capire l'evoluzione . Le botti di rovere da 5 hl. non sono tostate ma soltanto piegate a fuoco. Le note fresche si arricchiscono di note evolute, di frutta matura e vena minerale. Meraviglioso vino bianco, profondo, succoso e molto, molto bevibile!
Marzemino Poiema 2007, ancora molto giovane, è il primo prodotto con lieviti spontanei e sarà ni vendita nella primavera 2010. Eccolo, il Marzemino creato da Eugenio. Già scolpito nella struttura, ma ancora in fasce...
Marzemino Poiema 2006, molto più morbido, grande interpretazione del Marzemino dei Ziresi . Eugenio conserva la reliquia di una vecchia bottiglia di Marzemino di Bongiovanni "di quelle che non se ne fan più", prodotte con l'appassimento delle uve. Anche nel Poiema una parte delle uve va in appassimento, circa il 30% Mora matura, spezie dolci, entra fresco e teso per terminare morbido e avvolgente. A pranzo assaggiamo anche l'annata 2002, dove l'evoluzione e la lezione del tempo si vedono tutte: ancora frutta matura e spezie, ma in più tabacco e una vena di tamarindo. Vino "creatura" (la "Poiesi" è il creare) che porta in etichetta il ritratto di Samuele, un figlio.
Cabernet Franc 05/07 Solo un' dea di ciò che potrà essere: finezza, equilibrio, note verdi sapienemente bilanciate poichè Eugenio applica a questo vino una specie di metodo solera: l'annata più vecchia e affinata viene rinfrescata con un vino d'annata più giovane (vedere la foto dello schema disegnato su una botte). Un vino dal corpo solido e appagante, molto fresco e piacevole. Anche questo non è ancora in commercio, purtroppo! Sapremo aspettare, come vuole Eugenio e come questi vini meritano... Non diresti mai che viene da un vigneto di città, al centro di Rovereto...
Esegesi 2006 Cabernet 80% e Merlot 20% prima annata prodotta con lieviti spontanei. Giovane, bisogna aspettarlo, ancora...
Esegesi 2004 Rosso Trentino DOC. Eccolo qui il grande bordolese, complesso e armonico, dai tannini vellutati e con una perfetta corrispondenza naso - bocca: frutti rossi, cuoio. Penso alla mia bottiglia di Esegesi 1999, mentre a pranzo Eugenio stappa un 1997... Prima annata che imbottigliò, mi pare. Un corpo pieno e maturo, vellutato e appagante ci sorprende, mentre siamo un po' tutti soprappensiero. Che cosa si fa sorseggiando un grande vino? Si pensa, forse si sogna...
Doron 2005 Rosso dolce VdT da uve stramature
Grande passito rosso, dal rubino profondo che tende al porpora ,morbido, avvolgente, dai bei tannini setosi, una spremuta di piccoli frutti ( mora, ribes), note fumé. Dòron è il "Dono" e sull'etichetta c'è la mano di Gionata, l'altro figlio...
Non voglio scrivere più, guardo le foto di questa indimenticabile giornata: un palazzo antico, sede del Capitano della guarnigione di Castel Beseno, un negozio che fu una merceria e prima ancora una farmacia, in cui c'è un calcetto per giocare e disegni di bimbi alle pareti. C'è un "brolo", un orto-giardino, un Hortus Conclusus da cui parte un sentiero, per il castello. C'è una cantina antica: sotto le volte, sul pavimento di mattoni pieni il tempo par che si fermi. Sorridiamo mentre Eugenio stappa persino una bottiglia di spumante... Una ricerca (un 1997 se non ricordo male) sua e di altri due enologi della zona...
Un grazie di cuore a Eugenio Rosi e alla sua bella famiglia: Tamara, Samuele, Gionata e Anisia. Che i vostri sogni si avverino!
Eugenio Rosi Viticoltore Artigiano
Cantina di Affinamento
Palazzo Demartin
Via 3 Novembre, 7
38060 Calliano (Trento)
tel 3400611047 (Tamara)

