La petizione "anti rosé miscelati" promossa dal Consorzio di Tutela del Bardolino e del Garda Classico che ha raccolto oltre 1500 firme ed è stata oggetto di vari articoli in Italia e all' estero, (ultimo in ordine di tempo quello apparso sulla prestigiosa testata inglese Decanter) avrebbe creato "tanto rumore per nulla", secondo gli estensori di questo post pubblicato sul blog TheWineBlog.net. Gli estensori, Luca Risso e Mike Tommasi, che conosco come appassionati esperti, sostengono che nulla cambierebbe per i vini ad indicazione geografica (doc - docg) poichè il divieto di "coupage", cioè del taglio di vini bianchi e rossi, attualmente riguarda solo i VdT (vini da tavola). Per farla breve,non ci sarebbe nessuna pericolosa insidia per i vini rosati tradizionali da "saignée", cioè ottenuti da breve macerazione di uve rosse. Ingiustificata anche, secondo loro, la petizione analoga dei produttori dei rosati di Provenza. Le DOC possono adottare norme più restrittive, visto che il coupage, non è attualmente vietato per i vini ad indicazione geografica. La prova provata che il divieto non c'è? Lo champagne rosé dove il coupage è storicamente applicato. Insomma, il Garda, il Salento, il Trentino... non avrebbero nulla da temere. Mi sia permesso il beneficio del dubbio.Segnalo anche l'interrogativo post di Bruce Sanderson appena pubblcato sul Blog di Wine Spectator.
Aggiornamento del 29/04/09: Il Ministro Luca Zaia interviene in difesa del Rosé tradizionale Comunicato stampa
Foto di Gaetan Lee su Flick

