Cielo plumbeo e pioggia a catinelle a Vino in VIlla quest'anno, ma hanno avuto la meglio sull' acqua i bei momenti culturali e di degustazione al Castello di San Salvatore di Susegana (Treviso).
Una DOC, quella del Prosecco di Conegliano - Valdobbiadene , che nel 2007 ha battuto i record di produzione e vendita (57 milioni e 300 mila bottiglie distribuiti in 50 paesi). L'interesse degli organizzatori è stato rivolto però al tema della tutela ambientale e del paesaggio, come elemento di valorizzazione della qualità della demominazione, più che ai numeri. Davvero interessanti le prospettive di confronto e di dibattito.
Esperienze di valorizzazione del paesaggio viticolo e della biodiversità sono state descritte da Stephanie Oules - (Progetto di riconoscimento UNESCO per la Val de Loire. )
Sorprendente il viaggio nella pittura veneta proposto da Amerigo Restucci (IUAV di Venezia), dove le tele di Giovanni Bellini, Cima da Conegliano e Giorgione hanno mostrato che il paesaggio agrario veneto si è sostanzialmente conservato integro fino ad oggi, grazie al lavoro di custodia del contadino e del viticoltore. La Tempesta di Giorgione la si poteva quasi toccare con mano, quando dalle nubi nere è sceso un rumoroso...diluvio!
Diego Tomasi , dell'Istituto Sperimentale per la Viticoltura di Conegliano, ha illustrato uno studio che mette in relazione il gradimento estetico per il paesaggio con la percezione della qualità del vino. Vino che è divenuto oggi prodotto "edonistico", culturale, sinonimo di prestigio e non più necessità alimentare quotidiana. Per valutarne la qualità, si deve andare oltre i parametri misurabili, fondati su aspetti fisici, morfologici e tecnici, per avventurarsi anche verso quegli aspetti non misurabili che attingono alla sfera emozionale. E' qui dove la bellezza di un territorio e di un paesaggio integro e ben conservato possono fare davvero la differenza.
Siamo stati poi trasportati dalla favolosa narrazione di Maurizio Bettini (Università di Siena) verso il Vino d'Oriente, merce preziosa di scambio nel mondo antico: ottimi relatori ci hanno narrato dei i vini di Lesbo, poi delle Malvasie del Peloponneso, dei vini di Chios e di Creta che i mercanti genovesi e veneziani nel '300 e '400 trasportarono in Occidente, fino ai paesi del Nord, Olanda, Inghilterra... Stupende suggestioni e richiami dal mondo arabo e dal Levante hanno superato la tremenda pioggia del pomeriggio. E s'è brindato alfine con una flute di Prosecco DOC!
Merita menzione il ristoro di una pausa pranzo che difficilmente si potrà dimenticare: arte vera quella di Pino Cuttaia del ristorante La Madia di Licata (Agrigento) . Sapori semplici e netti (qui il Download menu.jpg ) che ci hanno emozionato per la freschezza, il porsi elegante, la perfetta armonia di ingredienti. Cucina solare che ha trovato sostegno in vini esemplari, proposti da Aurora Endrici:
Prosecco di Valdobbiadene Brut 2007 La Tordera - Vidor
Prosecco di Valdobiadene Extra Dry Vigneto Dirupo 2007 Andreola Orsola - Farra di Soligo e infine il Torchiato di Fregona per accompagnare un "dolce salato": parmigiana del giorno dopo ( crema al basilico? Cuore di pomodorini dentro la panna, melanzana quasi candita). Incredibilie!
Verso sera ancora qualche scoperta da segnalare:
Servo Suo Prosecco di Valdobiadene Spumante Dry - Colsaliz - Refrontolo
Valdobbiadene Superiore di Cartizze Dry - Le Colture - S. Stefano di Valdobbiadene
Punteggi? No, lo sapete.. la stagione dei voti è finita da un pezzo, nonostante se continui a discuterne... Fidatevi: i citati sono quelli che han lasciato un bel segno. Prosit!

