« The winner is... (Vinitaly Tour 2) | Principale | Un rosé è un rosé è un rosè!! (Vinitaly Tour 4 ) »

Rosati dal Mondo (Vinitaly tour 3)

Rosati_dal_mondo_2 Mi sono dispiaciuta con Michelle Cherutti-Kowal : al  suo Seminario - degustazione "Rosati: una nuova tendenza" mancava del tutto il pubblico italiano.

Il rosé: vino pressochè ignorato dai consumatori italiani (in specie nella versione ferma) vede invece in aumento l'interesse dei consumatori esteri, in particolare nel mondo anglosassone. In Gran Bretagna, ad esempio, ci si attesta al + 30% all' anno negli ultimi tre anni. Negli U.S.A. pure.

La brava Michelle, canadese di lontane origini italiane ( piemontesi,  Cheruti sta per Ceruti/Cerutti) è "Chair Judge" dell' International Wine and Spirits Competition, prestigioso concorso inglese che premia vini e distillati di tutto il mondo. Ci ha proposto un interessante viaggio tra i vini rosati del mondo, tra quelli premiati nell' Edizione 2007 che ritiene rappresentativi della nuova tendenza del mercato mondiale - anglosassone prima di tutto, ma non solo. Un viaggio che mi fa porre degli interrogativi, se è vero, come è vero che nella classifica dei premi attribuiti nella categoria dei vini rosati ci sono pochissimi esempi italiani, mentre al 42 °Vinitaly ne abbiamo scoperto molti e di molto buoni, premiati e non.

SIngolare il vino italiano considerato come rappresentativo. Provate a idovinare: è quello che appare più "bianco"! Trattasi del Sanvigilio PInot Grigio IGT delle Venezie 2006 di Cavit. nella versione "buccia di cipolla", con note floreali e di pera, mela. Sarà questo, secondo Michelle, il modello che permetterà ai rosati italiani di penetrare nel mercato anglosassone. Rappresenta un passaggio (dal bianco secco al rosato), il pinot grigio va alla grande e cosa importantissima,  mostra ai consumatori anglosassoni a un diverso "gusto". Quale?  Escludendo tutti gli champagne rosé e gli sparkling wines (categoria a sè)  è  presto detto: tutti i vini assaggiati, in particolare il Pinotage sudafricano (decisamente abboccato), ma pure il Rosé d'Anjou , non erano certo vini secchi. Gli anglosassoni vogliono due cose - dice Michelle - Frutta e alcol. Sono abituati al gusto molto evidente di frutta (il Pinotage sfiorava il succo di frutta), all' alcol (evidentissimo nel Cabernet Franc canadese).Mah, sarà... Dov'erano i rosati del Salento, i Cerasuoli d'Abruzzo, i Chiaretti?  Lo scopriremo alla prossima puntata.

Img_0041_6  Un rosato italiano che s'avvicina al modello anglosassone: Lapis Rosato Colline Teatine I.G.T  2007 di Dora Sarchese (va molto, mi dice il produttore, anche tra i giovani: fruttato, abboccato ed elegante - Gran Menzione Vinitaly 2008)

Img_0079_320x240_2  Quanto a penetrare all' estero: un rosato italiano in cui l'origine territorale e la ditta produttrice  (Oltrepò Pavese) sacrificano la propria immagine per il  marketing estero: Kitty Brut Rosè. Vino per donne soltanto? Vino per ragazzine? Si spera non minorenni, magari attratte dal packaging "vino + diario scolastico Hello Kitty").... Mah!!

TrackBack

URL per il TrackBack a questo post:
http://www.typepad.com/t/trackback/2347998/28027716

Di seguito i weblog con link a Rosati dal Mondo (Vinitaly tour 3):

Commenti

Scrivi un commento

Se hai un account TypeKey o TypePad puoi registrarti

La mia foto
Blog powered by TypePad