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Cena al Joia di Milano: musica e sapore del Tempo

Tobolini_nel_bicchiere_2 Quando ho aderito all'invito  degli amici Antonio Tombolini e Sara Maternini di San Lorenzo, per la tappa milanese de: IVLPN, ho sperato nell'intervento della Fortuna... Così è stato, e venerdì sera 26 ottobre  ci siamo ritrovati in un bel gruppo di amici della rete del San Lorenzo Social CLub.

Serata bellissima, nella  quale si sono rafforzati  i convincimenti circa la capacità della rete di  favorire le amicizie e  quindi scambi di idee ed esperienze:  una decina di persone distantissime tra loro per età, professioni e passioni si sono ritrovate alla purissima tavola disegnata  dai colori  offerti da Pietro Leemann, maestro del ristorante Joia di Milano, nella forma e nella sostanza di pietanze tutte vegetariane.

Come una serie di flash ecco le cose che hanno inciso di più nel mio stomaco ( vini compresi) e forse più ancora nella mente e nel cuore.

Cibo_offerto Cibo offerto: così si chiama il primo dei ben 13 piatti preparati per noi da Pietro Leemann e dal suo staff  (noi li possiamo vedere  mentre lavorano al di là del vetro) . E' un piatto che suona  come un la, o forse un sì per un susseguirsi di gusti, consistenze e colori impossibili da descrivere tutti. Non a caso in fondo troveremo un Montebianco musicale!

Cucina, alta cucina naturale, preparata e disegnata sul piatto di portata con forma e contenuto semplici, apparentemente semplici. Sin dal primo istante, infatti, con l'attacco del boccone di tofu speziato con zenzero ed erba cipollina, ti sorprende l'idea che cibi così semplici, verdure, spezie e qualche concessione ai  formaggi, possano trasformarsi in bocca in sensazioni complesse o contrastanti per trovar poi una finale armonia.

Il tutto è accompagnato dai vini scelti per noi da San Lorenzo. Ho amato in particolare i due vini bianchi  (Champagne Grande Reserve Sélection e Verdicchio dei Castelli di Jesi DOC 2006). Hanno sostenuto benissimo questa idea della "complessa semplicità" in tutti i  piatti "salati " (nove). E ciò non fa una grinza nemmeno all'interno dei paramentri ufficiali della degustazione e dell'abbinamento cibo - vino (3° corso docet...) soprattutto per il Verdicchio che ben s' armonizza con le verdure e la vena speziata che scorre in quasi tutti i piatti.

Il ricordo dell'Oriente ha il suo apice (e il Verdicchio pure) nell' abbinamento con "Lady Courzon, moglie del Viceré d'India" dove cipolla di tropea, porri e sedano si sposano al  piccolo Chapati, pane indiano.

Non posso fare a meno di pensare, mentre lo apprezzo, al nostro Occidente sempre troppo ricco e troppo nutrito, all' opulenza e all'esagerazione delle proposte nutritive dei nostri ipermercati, con le catene dei surgelati e del pronto. Al servizio di cibi sempre più raffinati e sempre più lontani dal mondo naturale, in una fiera ( e filiera) degli eccessi. Riavvicinare al linguaggio della natura e della sua offerta semplice e misurata, questo si propone  di offrirci Pietro Leemann.

I suoi piatti "minimali" (ora preferisco quest'aggettivo a "minimalista" che ho suggerito quella sera ) ci nutrono fisicamente ( e ci riescono... chè alla fine dela serata saremo sazi, anzi satolli!) ma in quei bocconi tu ritorni ad assaporare il cibo come dovrebbe essere, come un dono della natura. Sapori e consistenze originarie che il palato troppo abituato ed eccessi ha ormai dmenticato. E dunque il cibo fa lavorare la mente e il cuore alla ricerca delle origini.

Sara, impareggiabile Pi Erre di San Lorenzo, ci delizia qui con  tutte le foto  della serata... e mi scuserà se metto il link alle sue foto delle portate che cito ( sono foto davvero belle e le mie due o tre riuscite sono di qualità molto inferiore).

Ecco le altre cose apprezzate in modo particolare:

Contatto e consenso (una pietra e del ghiaccio da toccare mentre si gusta  una crema d'ortaggi caldissima e una crocchetta morbida):   e mentre degustiamo,   il buon Tombolini  mi rincuora sul domani (precisamente l'indomani) del PD ... PerDindirindina! La serata ha per me un valore altamente simbolico!

Nuvole scorrono veloci, mi soffermo e le osservo felice... (scopritelo!)

Stupendi, a mio parere, piatti come GONG ( altra metafora musicale...ma no, non proprio metafora, chè il gong è suonato davvero!) e FELICITA': nel primo, il parmigiano accompagnato a sfumature di broccoli e melograno e nel secondo, patate e porcini con spuma soffice di fontina hanno trovato un sostegno  elegante  nel Pinot Nero dell'Alto Adige DOC 2003.  Questo PInot Nero, nel mio bicchiere, è stato una vera lezione.  Ovvero  sul come lasciar aprire i vini nel bicchiere dando loro il tempo che serve a parlare.

Ecco, il tempo, la parola TEMPO  e la parola RICORDO ( titolo dell' ultimo piatto dolce a base di cioccolata gianduja, zabaione e sfumatura di fragola) sono quelle che ho fermato di più  tra le righe degli appunti di venerdì sera.

Tempo - sempre troppo poco -  per le amicizie, per coltivare il dialogo, con cibi semplici accanto a vini onesti.

Tempo che fu: di quando sono stata per circa sette anni prevalentemente vegetariana; di quando mi sono allontanata dalla buona misura del cibo (assieme a Tombolini mi sono impegnata ad abbattere 5 chili di peso.... Grasso che cola!, ma lui ne ha abbattuti 8, vero Antò?). Di quando mi sono riavvicinata al piacere equilibrato del cibo, attraverso la misurata degustazione del vino...

Buongusto_delle_origini_3  Buongusto delle origini: gelato alla cannella e una sublime tarte tatin con una fiamma accanto. Sì, direi che è questo il senso finale del tutto: rtornare alla purezza, alla semplicità di un buon cibo naturale. Qui, la cucina in tutto vegetariana fa uso di prodotti biologici. Naturale è  però  sinonimo anche  di un atteggiamento della mente: avvicinarsi alle cose e alle persone con semplicità. Così è stato per noi quella sera, venuti da mondi e luoghi diversi, per scoprire assieme la cucina del Joia. Un grazie dolcissimo a voi/noi tutti, al maestro Pietro Leemann. Alla prossima,  amici, se la Fortuna replicherà. La dolcezza sarà da me sottoscritta con magnum di Recioto di Soave come fuori programma.

Joia è  gioia, l'amicizia e gioia!  To enjoy!

M.Grazia

Post di alcuni partecipanti: Enrico, Gioxx, Ciocci, oltre ai già citati  e mitici Antonio e Sara...che ci hanno fornito un esempio di efficacissimo marketing!

Image_039 Foto di M.Grazia:

1)Tombolini nel bicchiere

2) Cibo offerto

3)Buongusto delle origini

3) Ciocci e Sara nel bicchiere

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  • Tai Rosso chiama mondo - 9 luglio 2009 Orgiano (Vicenza)
    Un solo vitigno, tanti nomi. Grenache in Francia (dove è alla base dell'uvaggio dello Châteauneuf-du-Pape), Garnacha in Spagna, Alicante in alcune zone della Spagna, in Maremma e in Sicilia, Cannonau in Sardegna, Tai Rosso sui Colli Berici, a Vicenza. L'elenco delle denominazioni prosegue con: abundante, aleante, aragonés, bernacha negra, bois jaune, cannonaddu... solo per citarne alcuni.Dietro questo dedalo di nomi si nasconde la varietà mediterranea più coltivata al mondo. I produttori del Tai Rosso uniti sotto il marchio Qualithos (le aziende Le Pignole, Dal Maso, Piovene Porto Godi e la distilleria Brunello) lanciano una provocazione: creare un circuito mondiale dei Terroir del Grenache. L'obiettivo è quello di mettere in collegamento aziende di paesi e territori diversi per creare un momento annuale di dialogo e confronto. Appuntamento Giovedì 9 luglio presso Villa Fracanzan Piovene ad Orgiano (Vi)
  • Festival delle Passioni - Mantova dal 2 al 5 Luglio
    Dal 2 al 5 luglio Mantova ospita la prima edizione del Festival delle Passioni, una manifestazione nata dall'idea di far dialogare, attraverso contaminazioni e confronti, musica e cibo. Il festival, che avrà come cornice privilegiata le piazze del centro storico della città, si svilupperà in quattro giorni attraverso performance musicali ed enogastronomiche, che avranno come motivo conduttore cinque PASSIONI, occasione per approfondimenti golosi: il PICCANTE, la CARNE, il GHIACCIO, il FRITTO e le BOLLE. Il Festival delle Passioni esplora le nuove forme di comunicazione e le culture digitali con la creazione, dell'Arena dei Blogger.

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