
Tornare a Dogliani circa un anno dopo "Dolcetto e sogni" per DOCG Dogliani Dolcetto e Corti (Garantiti) era una ghiotta occasione che ho colto al volo. Diciamolo, però. Pubblico piuttosto al di sotto delle aspettative e dello spiegamento di forze messe in campo da parecchio tempo. Qualche decina di appassionati e pochi - pochi assai - produttori di vino. Questa prima edizione avrebbe meritato una maggiore attenzione, perchè bene organizzata da Artevino e ricca di contenuti interessanti.
C'è davvero un grande interesse per il cinema del vino, in Italia? A sentire il gornalista Nereo Pederzolli pare che ci sia un' enorme richiesta di sceneggiature per film sul vino, ma il dubbio a me rimane. Fare cinema in Italia e farlo di qualità è ormai da tempo una "mission impossible". Il tema del vino poi, è apparentemente facile e non tanto spesso si riesce ad uscire dalla dimensione puramente documentaristica.
Detto questo, ecco la mia classifica delle cinevisioni del venerdì e del sabato (nel programma di domenica c'erano dei cult che avevo già visto come Le rupi del vino di Ermanno Olmi, Mondovino di Jonathan Nossiter e Sideways di Alexander Payne). Alcune sono accompagnate dai sorsi di Dogliani DOCG che ho assaporato con piacere.
I Capolavori:
Fil rouge di Luc Plissonneau - Francia 2008 (fiction) Histoire che trasmette il senso del potere evocativo e simbolico del vino. Un flashback, ritmato dalle annate del Bordeaux, che punta al centro del rapporto uomo-vino; nell' assaggio alla cieca del vecchio padre si fondono storie personali, trasmissione della sapienza della vigna di padre in figlio, valore immateriale del vino. Dogliani Maioli 2010 di Annamaria Abbona
The key to reserva di Martin Scorsese - Spagna 2007 - E' uno spot pubblicitario per la verità (per Freixenet Carta Nevada) . Dieci minuti di grande cinema e un magistrale omaggio a Sir Alfred Joseph Hitchcock.
Una vita per la vite di Mirto Storni - Svizzera Italiana 2004 (documentario) Fonde in modo mirabile storie personali di vignaioli del Canton Ticino con la dimensione documentaristica che testimonia un mondo rurale che la viticoltura ha saputo conservare in modo sapiente. Indimenticabili le riprese di vigne sostenute da colonne di roccia e pali a tenda. E scopriamo vitigni autoctoni come la bondiola. Dogliani Vigna dei Prej 2010 Boschis
Gli imperdibili documentari:
La Gèorgie pour l'amour du vin di Pierre Goetschel - Georgia, 2009 e Archevitis di Nereo Pederzolli - Italia 2011 (anteprima). Due efficaci testimonianze sulla viticoltura caucasica e sugli studi in corso nel territorio ritenuto la culla della vite e del vino. I registi riescono a trasmettere il senso di una cultura millenaria, condensata negli Xaveri ( le anfore interrate da 500 litri in cui fermenta e matura il vino) e la necesssità di conservare questa memoria che ha a che fare con la "téchne" ( dal greco= arte come produzione) nello scenario globalizzato del vino industriale. Dogliani Briccolero 2010 Chionetti
Il vino immigrante di Paula Prandini - Brasile 2008 Bella testimonianza sul Brasile del vino, visto attraverso la storia di una giovane coppia di origini italiane che conduce la sua battaglia per l'identità territoriale e nazionale racchiusa in una bottiglia.
Senza Trucco di Giulia Graglia - Italia 2011 - Una regia sensibile e raffinata per quattro storie di donne produttrici di vino naturale ( Arianna Occhipinti, Elisabetta Foradori, Nicoletta Bocca, Dora Forsoni), ritratte ciascuna in una diversa stagione e in un'unica vendemmia. San Fereolo 2006
Langhe Doc di Paolo Casalis - Italia 2011 - con sottotitolo: Storie di eretici nell' Italia dei capannoni. Gli eretici sono il pastore Silvio Pistone, il pastaio artigianale Mauro Musso e la produttrice di vino Teresa Mascarello. E' un documentario per pensare e mi è particolarmente piaciuto l'omaggio al grande Bartolo Mascarello che dice "io non sono un conservatore" mentre l'inquadratura si sposta sulle etichette " No barrique, no Berlusconi". Grande produttore di Barolo e non solo. Dogliani Sirì D'Jermu 2009 Pecchenino
Uno sguardo sul passato - Utili e interessanti i brevi materiali tratti dall' archivio dei Cinegiornali Luce che ci hanno mostrato uno spaccato della realtà del vino italiano dagli anni Trenta agli anni Sessanta. Dai primi tentativi di promozione del vino italiano ( L'autotreno del vino nel 1935) , al consumo del vino nelle Osterie Venete degli anni Cinquanta... Notevoli. Dogliani Autin Lungh 2010 Eraldo Revelli
Mi sono piaciuti di meno:
La Clef du Terroir di Guillame Bodin Francia 2011 - Documentario attesissimo e siamo concordi con quanto scritto nella presentazione: un tentativo di spiegare la biodinamica (e per di più, noioso).
Mondovino - La serie: "Es tu brute" di Jonathan Nossiter Se Mondovino ( il film) m'era piaciuto, riproporre l'intero episodio del girato che ha come tema il " tradimento" dell'arisocratica casata Frescobaldi - Antinori" nei confronti del vino italiano a vantaggio di Mondavi è risultato di una noia mortale. Il contenuto del 2004 è stato superato nei fatti ( Mondavi ha venduto a Constellation) e per di più abbiamo sentito dire dallo stesso Nossiter, durante il dibattito, che Mondovino non era un film di denuncia "per il suo stile" (che non è quello di Michael Moore, per intenderci).
Non c'è che dire: il panorama del vino è cambiato e lo stesso Nossiter si è detto molto più ottimista di allora sulle chances del vino dei vignaioli e del terroir.Diciamo che proprio per questo avremmo scelto un episodio diverso.
Una particolare menzione merita Andrea Scanzi, molto nella parte di "granfigo" dell'enomondo (ma questa l'ha già detta qualcun altro) e soprattutto bravo nel condurre il dibattito. Davvero come pochi. Se si girasse un film italiano, una storia sul vino, vorremmo che fosse con la sceneggiatura scritta da lui. Sul vino, l'uomo e la donna. Ci avrà pensato, l'Andrea?
Altra domanda: ci sarà ua seconda edizione della rassegna? Ce lo auguriamo e speriamo anche che in una seconda occasione si possano rivedere alcuni episodi di "Viaggio nella Valle del Po" di Mario Soldati e di "A tavola alle 7" con gli indimenticabili Luigi Veronelli e Ave Ninchi. Ultimi esempi di una TV che riesce a fare cultura parlando di enogastronomia. Altro che Prova del cuoco o Masterchef!
Nota a posteriori: a chi volesse approfondire il tema dell' archeologia della vite in Georgia, segnalo questo ottimo post di Lucia Galasso